Nuova Pescara, scontro su tasse e bilanci

I sindaci De Martinis e Di Lorito temono lo stop degli investimenti e imposte salate. Ma per i promotori della legge non è così
PESCARA. Una mancanza di rappresentanza di Montesilvano e Spoltore nel Consiglio comunale della futura città, riducendo i due Comuni a periferie, l'aumento della tassazione per cittadini e imprese, una diminuzione delle capacità di investimenti e il cambiamento delle norme che hanno abbassato i finanziamenti per i processi di fusione.
NESSUN RISPARMIO Sono questi i temi sui quali il fronte del no gioca la partita per bloccare la nascita della Nuova Pescara. Il comitato F646 cittàpersempre, guidato dall'ex sindaco Pasquale Cordoma insieme a Licio Di Biase, affiancati dai sindaci Ottavio De Martinis e Luciano Di Lorito, oltre ad amministratori del passato e del presente, all'architetto Lucio Zazzara e al geografo Piergiorgio Landini, hanno illustrato gli svantaggi dell'unificazione di Pescara, Montesilvano e Spoltore. «All'epoca del referendum», dice Cordoma, «si sventolò la bandiera del risparmio legato all'abolizione di due dei tre consigli comunali. Noi crediamo invece sia una perdita di democrazia, in quanto non potranno essere istituiti altri organismi di rappresentanza territoriale». Il comitato ha analizzato 4 indicatori contenuti nei bilanci consuntivi 2018 dei 3 Comuni, a cominciare dalla capacità di indebitamento residua, la cifra che ciascun Ente ha a disposizione per nuovi investimenti ricorrendo a mutui.
INCUBO PREDISSESTO «Lo stato di predissesto del Comune di Pescara», spiega Di Lorito, «riduce a zero questa capacità, che invece a Spoltore ammonta a quasi 1,3 milioni di euro e a Montesilvano a quasi 2 milioni». Nella rigidità strutturale di bilancio, le spese irrinunciabili (personale, rimborso delle rate dei mutui e interessi) che il Comune deve salvaguardare, più è basso questo valore (Pescara è a al 41%, Montesilvano al 24% e Spoltore al 22%) e maggiore è la possibilità di nuove spese. La pressione fiscale per le imprese vede Spoltore virtuosa a livello regionale. In questo caso, è Montesilvano ad avere la pressione più alta tra le tre (64%). Infine, la pressione tributaria per abitante a Pescara risulta a 720 euro, Montesilvano 595 e Spoltore 527. «Nel momento in cui questi 3 dati si fonderanno», sostiene Di Lorito, «Pescara trascinerà gli altri 2 Comuni. C'è di più, nel 2014, quando venne votato il referendum, si parlava di finanziamenti da 9 milioni di euro all’anno per 10 anni, che il nuovo quadro normativo ha ridotto a 2». «Siamo stati eletti per tutelare i cittadini e quindi abbiamo la responsabilità di sollevare queste preoccupazioni», ribadisce De Martinis. «Ci hanno accusato di ostruzionismo, quando invece abbiamo sempre positivamente partecipato alle riunioni. Non siamo contrari alle sinergie e alla città metropolitana, che è una realtà che coinvolge un territorio molto più ampio. Non vedo perché non si possa rivisitare una legge follemente votata e lavorare sulla condivisione dei servizi».
IL NUOVO PROGETTO Il comitato presenterà una modifica alla legge regionale, per mettere a sistema i servizi, senza una fusione istituzionale. Cordoma: «Stiamo lavorando a un progetto speciale territoriale allargato, che includa Francavilla, Silvi, San Giovanni Teatino e Città Sant'Angelo. Oggi la legge c'è, ma se la politica non farà un passo indietro avanzeremo la nostra proposta abrogativa».
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