Nuova Pescara, si punta a creare i municipi

27 Aprile 2022

Si tratta di mini consigli comunali: dovranno occuparsi dei servizi diretti alla collettività dei 3 comuni

PESCARA. Tre o quattro municipi, guidati da un micro “consiglio comunale” con un presidente, ma soprattutto poteri gestionali per occuparsi di servizi diretti alla collettività, manutenzioni di strade e verde, più una capacità consultiva per il nuovo Comune. Potrebbe essere questa la struttura su cui si poggeranno le fondamenta della nuova città che sorgerà dalla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore.
La commissione Statuto, guidata da Enzo Fidanza, che ha il compito di scrivere l'atto giuridico fondamentale che disciplinerà l’organizzazione e il funzionamento della nuova città, ha imboccato questa direzione, ma le regole sono tutte da definire. Ieri mattina il presidente è stato ascoltato in audizione nella commissione Nuova Pescara del capoluogo adriatico. Un momento per fare il punto sullo stato dell’iter. «Per questa fase ci stiamo avvalendo della collaborazione di Romano Orrù, docente di Diritto costituzionale dell'università di Teramo, che ha contribuito a scrivere la legge regionale che ha istituito il Comune di Nuova Pescara», riepiloga Fidanza. «Con lui stiamo prendendo in considerazione la possibilità di istituire i municipi». Le valutazioni ora riguardano le competenze e gli organismi che comporranno le articolazioni del Comune centrale. «Una delle ipotesi potrebbe essere di creare tre o quattro municipi, non necessariamente coincidenti con l’attuale divisione dei tre Comuni. L’altro tema è il tipo di elezione con cui nominare i componenti dei consigli di municipio. E poi siamo nella fase di ipotesi delle competenze da assegnare. Questi municipi potrebbero avere la gestione diretta di alcuni ambiti».
Il servizio di anagrafe, oppure la manutenzione del verde e delle strade potrebbero essere appannaggio dei municipi, «che poi avrebbero anche un potere consultivo e propositivo sulla programmazione nei confronti del Comune centrale», specifica Fidanza.
«Le opzioni che abbiamo sono davvero tantissime», chiarisce il consigliere Carlo Costantini, padre promotore del processo di fusione. «Abbiamo la possibilità di fare municipi, cosa che altri Comuni non hanno; questi possono avere una funzione meramente consultiva o gestionale; essere eletti a sistema indiretto o suffragio universale; avere una figura apicale e una piccola giunta. La scelta è legata alla visione strategica e la discussione politica è aperta. L'aspetto interessante è che questo processo ci dà l’opportunità di disegnare da capo questa nuova idea della città, creando un progetto di statuto veramente nuovo e mai visto».
«Vedo una maggiore consapevolezza che la fusione porterà vantaggi a tutti», commenta Claudio Croce, presidente della commissione Nuova Pescara del Comune di Pescara, «ma percepisco sempre di più il timore, da parte di tutti, che il tempo perso per il Covid e tutto quello che è accaduto negli ultimi due anni possano rendere necessario uno slittamento». Intanto i tre Comuni sono in attesa che a livello centrale si sciolgano alcuni nodi che nei mesi scorsi, anche con l'intervento del presidente della commissione Finanze in Senato, Luciano D'Alfonso, sono diventati oggetto di proposte di modifiche di leggi nazionali. Entro maggio dovrebbe passare l'emendamento che consentirà ai consiglieri comunali di ottenere gettoni e permessi per la partecipazione a commissioni e assemblea dei tre Comuni, come accade per i singoli enti. Poi, il tema dei fondi.
È stato richiesto l'innalzamento a 10 milioni di euro all'anno, per 10 anni, del trasferimento delle risorse necessarie alla fusione già da quest'anno proprio per aiutare il processo e non da quando sarà completato.