Nuova Pescara, Spoltore dice no: «Il processo deve essere sospeso»

Voto unanime per la richiesta da inviare alla Regione e la proposta per la ripetizione del referendum. Il sindaco Trulli: «Iter pericoloso, non tutela l’identità del territorio». In sala anche il comitato del sì
PESCARA. È ufficiale: il Comune di Spoltore dice no alla Nuova Pescara. Ieri pomeriggio, in Consiglio, è stata approvata all’unanimità, la delibera con cui si chiede alla Regione Abruzzo l’immediata sospensione del processo di fusione e la conseguente abrogazione della legge regionale del 17 marzo 2023 con cui viene stabilita la nascita del nuovo Comune entro il 1° gennaio 2027. Gremita la sala consiliare in occasione di quella che il sindaco Chiara Trulli definisce una «giornata epocale». E in aula viene votato, sempre all’unanimità, l’emendamento sulla ripetizione del referendum in città (a distanza di quasi 12 anni dal primo), presentato dal consigliere di Fratelli d’Italia Stelvio D’Ettorre. Tra i presenti in sala anche i promotori della fusione tra Pescara e Montesilvano e Spoltore, con il presidente del comitato locale Marco Di Marzio seduto di spalle all’assise. E c’era anche Eleonora Chichi, presidente del neo comitato cittadino per il no. I cittadini mostrano cartelli e striscioni, ma gli interventi di protesta dalla sala non sono ammessi, dice il presidente del Consiglio comunale Lucio Matricciani. Punta l’obiettivo il sindaco Trulli e spiega le principali ragioni che hanno portato l’amministrazione a redigere la delibera per la sospensione del progetto. Parla di identità e di territorio, sottolineando quali possono essere le conseguenze di tale procedura. «I promotori della nuova grande realtà metropolitana, poi tramutata in Nuova Pescara, hanno fin dall’inizio evidenziato l’eventuale risparmio della macchina amministrativa. C’era esattamente questo tema dietro la spinta referendaria», dice. «Oggi, però, stiamo vedendo che il processo ha altre angolazioni. Finora sono state accorpate dieci funzioni, le più semplici. Tuttavia, tali funzioni già associate stanno determinando l’insorgenza di disagi con ripercussioni in termini di disservizi. Ora si entrerà nel vivo della questione, perché andiamo ad associare i servizi, che incidono direttamente sulle persone. Ma non ci sono i presupposti. Faccio un esempio: al cittadino di via Monte Miletto, che chiede un supporto, i fautori del sì dicono: “Non ti preoccupare, ci saranno i municipi”. E dove sono? Dal 1° gennaio 2027, decadrebbero i consigli comunali e perderemo la nostra municipalità. Sospendiamo questo iter, perché è pericoloso, non tutela l’identità di Spoltore. Vedete, questa amministrazione ha sempre dimostrato la sua apertura. Il nostro Comune è capofila dell’Ecad e lavora da tempo in sinergia con altri enti». Viene infatti dichiarata la disponibilità del Comune di Spoltore ad avviare un processo che porti alla costituzione di una città metropolitana che ricomprenda anche un ambito territoriale più ampio rispetto a quello attualmente coinvolto nel progetto di fusione, che salvaguardi le identità istituzionali di ciascun Ente, escludendo, però, qualsiasi processo di fusione e soppressione dei Comuni esistenti. In particolare, allo stato attuale, tra le principali funzioni associate, ci sono: la predisposizione di un sistema informativo per le attività produttive (Suap), la creazione di una centrale unica di committenza, servizi di progettazione e accesso ai finanziamenti, promozione turistica, attività di pianificazione di Protezione civile. Nello specifico, nella delibera viene specificato che «la legge regionale non trova il suo fondamento in alcuno studio preliminare e complessivo di fattibilità, che sarebbe stato indispensabile per effettuare una valutazione reale sul rapporto costi-benefici derivante dalla fusione». Nessun passo simile, per il momento, arriva dal Comune di Montesilvano, che ha da sempre manifestato le proprie perplessità sulla Nuova Pescara.

