«Nuova Pescara, un rinvio sarebbe utile»

SPOLTORE. «Non bisogna vedere il rinvio al 2027 come una sconfitta della politica, anche perché nulla impedirebbe di anticipare quella scadenza nel caso in cui ci dovessero essere le condizioni». A...
SPOLTORE. «Non bisogna vedere il rinvio al 2027 come una sconfitta della politica, anche perché nulla impedirebbe di anticipare quella scadenza nel caso in cui ci dovessero essere le condizioni». A dirlo è Lucio Matricciani, che interviene nel dibattito sul processo di istituzione della Nuova Pescara. Il presidente del consiglio comunale di Spoltore già mesi fa aveva proposto lo slittamento del completamento del progetto al 2027, rispetto ai termini del 2023, massimo 2024, contemplati nella legge. Per dare ai tre consigli i tempi utili per l'accorpamento dei servizi, la data è sempre più apprezzata anche dai vertici del centrodestra.
Nei giorni scorsi il senatore Luciano D'Alfonso, senza entrare nel merito delle scadenze, ha lanciato un appello ai protagonisti della fusione ad accorciarsi le maniche, anche alla luce di nuove risorse economiche provenienti da Roma, invitando la Provincia a recitare un ruolo centrale. Un appello subito colto dal presidente Ottavio De Martinis che ha annunciato l'imminente convocazione di un tavolo intercomunale allargato a universitari e professionisti. «D'Alfonso ha perfettamente ragione quando dice che non è importante la data di arrivo, ma piuttosto iniziare a lavorare», afferma Matricciani. «Siamo partiti male iniziando da un referendum che personalmente ho sempre considerato un errore: abbiamo chiesto ai cittadini di votare seguendo un sentimento, l'idea di appartenere a un'unica città, mentre bisognava chiedere loro un parere su un progetto concreto».
Sulle risorse Matricciani commenta: «le norme attuali prevedono trasferimenti extra per un massimo di 2 milioni di euro all'anno. Se davvero, come ha annunciato il senatore, diverranno prima 5 e poi 10 significa che complessivamente la città di Nuova Pescara riceverà quasi 100 milioni di euro in dieci anni invece di 20. Si andrebbe a raggiungere proprio la somma che era stata promessa, perché lo prevedevano norme dell'epoca, ai cittadini quando hanno votato per il sì alla fusione». Secondo il presidente del consiglio di Spoltore bisogna fare di più anche sul fronte normativo. «Serve una nuova legge regionale che metta nero su bianco le norme di salvaguardia che consentano di correggere, a 10 anni dalla fusione, eventuali criticità».

