Nuova sede degli uffici regionali D’Alfonso: «Progetto sbagliato»

11 Dicembre 2022

Il deputato del Pd critica la scelta della giunta comunale di realizzare l’edificio nel cuore della città «Non si può spezzettare la procedura per fare la riqualificazione dell’ex stazione, Masci ci ripensi»

PESCARA. «Il palazzo della Regione nell'area di risulta è un errore». Non usa mezzi termini l'onorevole Luciano D'Alfonso che boccia il progetto che vede Comune e Regione uniti per realizzare la struttura in un'area di diecimila metri quadrati nel cuore di Pescara. Domani la questione sarà al centro di una seduta di consiglio comunale aperta, in cui l'ex sindaco di Pescara ed ex presidente della Regione annuncia un intervento.
Il deputato parla di una serie di errori attorno al progetto. Il primo riguarda «lo spezzettare la procedura. Rinunciare a un'impostazione univoca per un'area così strategica è sbagliato. C’è bisogno di unitarietà per garantire la gestione convergente, contemporanea, dei singoli interventi. C’è il rischio concreto di una “marconizzazione”» dice D'Alfonso riferendosi alle opere lungo viale Marconi, «e di creare un cantiere infinito in quell’area che da più di cinquanta anni viene considerata uno spazio irripetibile per lo sviluppo futuro di Pescara».
Il secondo errore per D'Alfonso riguarda la localizzazione in centro della sede unica. «Il palazzo della Regione lì non va bene. Va collocato in una zona periferica della città, come hanno fatto altre realtà urbanistiche. Penso a Bari che ha scelto una zona decentrata, per portare centralità. Mettere lì la sede unica significa posizionare un contenitore che funziona alcuni giorni a settimana, alcune ore al giorno. Il palazzo della Regione sarebbe una teca che sequestra diecimila metri quadrati di suolo e sottrae progetti di vita che una funzione culturale invece potrebbe produrre. Il protocollo Regione-Comune non mette in esercizio nulla, punta a riconvertire il debito per affitti che viene sostenuto sullo spazio di Pescara per la tenuta degli uffici pubblici regionali e trasformare due milioni di euro di locazione in due di cespiti. Per arrivare ai 100 milioni di euro necessari per fare un palazzo della Regione di 20mila metri quadrati di costruito ce ne serve ancora e serve un progetto finanziario che oggi non è scritto da nessuna parte».
«Si hanno 16 milioni di euro», ricorda il deputato, «che arrivano da portafoglio pubblico e che abbiamo messo a disposizione dalla Regione quando ero presidente. Ora non si possono triturare per un'opera che non ha senso».
D'Alfonso annuncia una lettera al sindaco per invitarlo «a ragionare e a fare in modo che la Regione non sequestri quell'area e a recuperare le ragioni di un intervento organico che è possibile mettere in campo con un project financing. Evitiamo di trasformare le aree di risulta in un cantiere frazionato. Questo dovrebbe essere l'intervento maestro che deve condurre la rinascita di Pescara verso il destino della Nuova Pescara».