Nuova società dei rifiuti La Cgil chiede garanzie
PESCARA. «Prima di ogni altra dinamica e procedura, l’attenzione deve essere rivolta ai lavoratori delle tre società interessate alla fusione. Tutte le maestranze, sia quelle operative, sia tecniche...
PESCARA. «Prima di ogni altra dinamica e procedura, l’attenzione deve essere rivolta ai lavoratori delle tre società interessate alla fusione. Tutte le maestranze, sia quelle operative, sia tecniche che impiegatizie, che saranno chiamate, con il loro duro lavoro, a metter in atto concretamente il progetto di fusione». È quanto afferma il segretario della Funzione pubblica Cgil Massimo Di Giovanni, in merito al progetto di fusione per incorporazione di tre società dei rifiuti, Ambiente, Attiva e Linda spa.
«In particolare», dice il sindacalista, «quei lavoratori operativi che spesso non vediamo, ma, che quando la cittadinanza è a letto, a riposare, lavora sodo per far trovare le città pulite e senza rifiuti». La Cgil e le altre sigle restano, quindi, in attesa di comunicazioni sindacali ufficiali in merito alla fusione per incorporazione. Il sindacato chiede garanzie per i 260 dipendenti delle tre società.
«Le fusioni per incorporazioni, come altre procedure», evidenzia Di Giovanni, «si completano e si fanno grazie anche e, soprattutto, alla forza lavoro che dovrà espletare il servizio, nonché ulteriori altri ed eventuali servizi». «È opportuno e necessario, dunque», osserva Di Giovanni, «anche in questa fase, di dibattito pubblico, ribadire e riaffermare, un concetto che non è affatto banale ma, fondamentale e cioè che per i lavoratori, tutti, non ci saranno modifiche relativamente alle loro condizioni e ai loro rapporti di lavoro. E la fusione per incorporazione dovrà, semmai, essere un’opportunità di crescita professionale per i dipendenti delle tre attuali società (Ambiente, Attiva, Linda )».
Il confronto che si dovrà avviare per adempimento ed ottemperanza dei richiamati riferimenti legislativi e di contratto», precisa il segretario della Funzione pubblica Cgil, «sarà finalizzato alla tutela e conferma, dunque, di tutti i principi cardine dei rapporti di lavoro: salvaguardia dei livelli occupazionali attualmente in forze; conservazione del contratto collettivo nazionale di lavoro di settore; conservazione dei diritti acquisiti complessivamente intesi e cioè inquadramenti, livelli retributivi, contrattazione di secondo livello, conservazione delle prerogative sindacali, Rappresentanze sindacali unitarie e aziendali in essere».
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