Nuove promesse per l’ospedale

18 Febbraio 2020

Incontro positivo con l’assessore regionale, ma i sindacati frenano

POPOLI. L’ospedale di Popoli esce dal tunnel? È quanto si chiedono gli operatori del settore e il rappresentante del Movimento popolese “Avanti Tutta”, Liborio Liberatore dopo che, qualche giorno fa, hanno partecipato a un incontro con l'assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì. Presenti al tavolo, il direttore generale della Asl di Pescara Antonio Caponnetti, il direttore del dipartimento delle Specialità chirurgiche Massimo Basti, il tecnico Antonio Busich, il segretario provinciale della Lega Lino Galante. «Il risultato», spiega Liberatore, «è stato soddisfacente in quanto le nostre richieste sono state sostanzialmente accolte. Un impegno che dovrà portare a Popoli 20 posti letto per l’Afo di Chirurgia, incremento degli organici di Chirurgia e Ortopedia con 5+5 procedure già avviate, assunzione di un quarto radiologo e struttura di radiologia che diventa Uosd, potenziamento dell’ambulatorio cardiologico, riapertura di quello ginecologico, potenziamento di quello ematologico e stabilizzazione dell’organico medico della Uoc di Medicina». Al tavolo si è discusso anche del compimento dei lavori di sistemazione della struttura e dell’annunciata disponibilità di alcuni milioni di euro per la messa in sicurezza dell’ospedale e per le necessità della Riabilitazione, a valenza regionale. Tante buone intenzioni, ma tutto è da divenire: «Il nostro entusiasmo», dice Liberatore, «resta a freno finché il tutto non diverrà realtà. Il nostro Movimento resterà vigile affinché gli impegni assunti siano concreti in un prossimo futuro».
Critico, invece, il componente del direttivo Spi-Cgil Val Pescara, Crescenzo Sabatini, che a margine del meeting annota che «non bastano incontri, interlocutori riassicuranti. Ci vogliono fatti concreti con documenti provanti la rettifica della rete ospedaliera, inviata al Governo di centrodestra e a Verì, a ottobre 2019, e al ministero, che riporta quanto accaduto finora all’ospedale di Popoli, compreso il taglio di 10 posti letto a Chirurgia e Ortopedia e il non ripristino dei reparti e servizi in Unità complesse, dipartimentali e relative nomine dei primari, per autonomia economica, organizzativa e gestionale».
Sabatini ricorda che l’emendamento al decreto Mille Proroghe ancora consente la deroga di un ulteriore anno, fino al 30 aprile 2022, dello status quo dell’ospedale, allungando di un anno l'emendamento Castricone, nell'organizzazione sanitaria prevista dal decreto 70 Lorenzin, per l’ospedale di Popoli e Penne e sottolinea come l’ospedale popolese era stato declassato con il Dca 79/2016 e le deliberazioni attuative dei direttori Asl.
«Per produrre gli effetti desiderati», conclude Sabatini, «Regione e Asl devono disporre il ripristino della dotazione ante 2016 di reparti, servizi e personale, indicandone anche la data di riferimento per il ripristino, poiché l'ospedale di Popoli ha subito nel tempo un declassamento e una progressiva spoliazione».
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