Nuove ricette per l’olio abruzzese

Incontro all’alberghiero sul prodotto locale. La preside Di Pietro: «Va valorizzato»
PESCARA. «Valorizzare il nostro patrimonio gastronomico quale strumento e volano anche per il ripopolamento dei borghi e delle aree interne significa avere la lungimiranza di un bartender come Massimo Urru che ha reinventato il Bloody Mary all’olio d’oliva o la maestria di un pastry chef come Federico Anzellotti che, dopo il cioccolatino al Montepulciano, ha avuto l’ingegno di cimentarsi con il panettone prima e la colomba poi all’olio d’oliva». Lo ha detto la dirigente dell’istituto alberghiero Ipssar De Cecco Alessandra Di Pietro aprendo la giornata dedicata all’olio extravergine d’oliva, con l’evento «Olivicultura nel paesaggio abruzzese – Dritta, Toccolana, Leccino: le Cultivar protagoniste nell’area aprutino pescarese», diviso tra il dibattito tra esperti del settore e assaggi di ricette e cocktail con l’olio delle colline pescaresi.
Tra gli ospiti della giornata il presidente della Provincia Ottavio De Martinis, l’architetto Alessandro Sonsini esperto in Architettura e paesaggio, il coordinatore regionale di Città dell’olio Emanuele Faieta, i sindaci aderenti al consorzio Città dell’olio, Silvano Ferri presidente del consorzio Dop aprutino-pescarese, Simone D’Alessandro Direttore Ricerche Hubruzzo e Federico Anzellotti presidente nazionale Pastry & culture italian style. Presenti in platea, negli spazi dell’Officina del gusto, alcuni dei sindaci degli 8 Comuni dell’olio.
«Il paesaggio mediterraneo», – ha sottolineato Di Pietro, «è indissolubilmente legato all’immagine dell’olio d’oliva. E l’istituto alberghiero deve allora avere l’obiettivo di costruire delle figure multidisciplinari nell’enogastronomia capaci di individuare in alimenti come l’olio un attrattore turistico fondamentale per progettare un itinerario turistico».

