«Nuovi aiuti dalla Regione per proteggere le imprese»

L’assessore regionale D’Amario annuncia il progetto per tutelare l’Automotive «Basta con la delocalizzazione, puntiamo a produrre i componenti in Abruzzo»
PESCARA. Guidare la transizione ecologica senza “subirla”, aumentare gli investimenti per favorire l’innovazione tecnologica delle aziende ed evitare le delocalizzazioni cercando di produrre i componenti necessari direttamente in Abruzzo.
Sono le linee guida della Regione per tutelare i gioielli dell’industria locale dell’auto in un momento storico delicato. In ballo c’è il futuro di migliaia di lavoratori abruzzesi, costretti a fare i conti con le conseguenze della guerra in Ucraina e la transizione forzata verso l’auto elettrica fissata dall’Unione Europea per il 2035.
«Abbiamo un tavolo permanente aperto solo sull’automotive. È un settore che vogliamo preservare evitando altre delocalizzazioni. Stiamo lavorando anche con le nostre università e le aziende per migliorare la logistica e le infrastrutture, creando una rete che possa guidare, e non subire, la transizione ecologica». Parola di Daniele D’Amario, assessore regionale con delega alle Attività produttive (industria, commercio, artigianato). La Regione ha già avviato diversi progetti, puntando forte sulle risorse dell’Unione Europea, per aiutare le aziende dell’automotive, e nell’arco dei prossimi anni saranno erogati anche ulteriori investimenti: nel piano regionale di sviluppo 2021-2027 verranno impiegati quasi 2 miliardi e 200 milioni di euro tra fondi europei e fondi nazionali e il sostegno alle aziende dell’auto dovrebbe sfiorare i 230 milioni di euro. «Ultimamente abbiamo anche dato un nostro contributo importante (circa 4,8 milioni di euro) per finanziare subito alcuni progetti d’innovazione tecnologica molto più di quanto non abbiano fatto regioni più grandi, come la Lombardia e il Veneto, proprio perché l’industria dell’auto è un fiore all’occhiello».
Sono i fondi europei, dunque, uno dei grimaldelli che la Regione intende utilizzare per proteggere un settore minacciato dalle delocalizzazioni e dall’aumento dei prezzi dell’energia. «Stiamo cercando di dare una mano anche sul caro energia», spiega D’Amario, «che è un problema importante visto che queste aziende sono tutte energivore: stiamo studiando insieme a loro e alle università la possibilità di produrre energia in altro modo, attraverso pannelli fotovoltaici ad esempio. Abbiamo in cantiere nuovi investimenti e una serie di misure per proteggere queste imprese in un momento delicatissimo nell’industria automotive in generale».
Sullo sfondo c’è la data limite del 2035: da quel momento l’Unione Europea ha annunciato di voler tenere in circolazione solo auto elettriche, decretando la fine dei motori diesel e benzina. «La questione ambientale è una priorità», prosegue D’Amario, «e sappiamo che per le nostre imprese non sarà un passaggio facile. Abbiamo però la fortuna che, qui da noi, non vengono prodotti componenti, come le marmitte, che saranno totalmente azzerati dal passaggio all’elettrico e questo certamente ci darà una mano». L’altra chiave per tutelare le aziende dell’automotive è tornare produrre i componenti necessari alle industrie qui in Abruzzo: «Dobbiamo ridiventare protagonisti nella produzione dei semiconduttori», conclude D’Amario, «ci sono aziende che potrebbero farlo, penso alla LFoundry di Avezzano, ma di certo non è un progetto che si fa in pochi giorni, deve esserci anche una precisa politica europea orientata a far tornare la produzione qui da noi».

