Nuovi ambulatori per la città: via al progetto per l’ex Padovano

Spunta la proposta di Comune e Asl di trasformare il vecchio istituto in un centro di servizi specialistici Viene così abbandonata definitivamente l’idea di realizzare un’Unità complessa per le cure primarie
FRANCAVILLA. L'Uccp (Unità complessa di cure primarie) lascia spazio alla Casa di comunità, che a Francavilla dovrebbe sorgere all'interno dell'ex istituto Padovano, a San Franco. La notizia, di questi giorni, va a riaccendere le luci su un progetto messo in moto di concerto tra Asl e Comune già all'inizio del 2019, quando la precedente giunta regionale aveva dato l'ok con un finanziamento di un milione di euro, necessario per andare a ristrutturare il secondo piano del Padovano, messo a disposizione dall'amministrazione locale.
Da quel momento però, nonostante qualche timido passo in avanti, l'iniziativa non è mai decollata, complice anche l'arrivo della pandemia che ha raffreddato ogni entusiasmo. Si è arrivati fino al progetto esecutivo, ma i lavori non sono mai stati appaltati. Nel frattempo però, è stato introdotto il concetto di Case della comunità, le quali a differenza dell'Uccp, che voleva essere un piccolo pronto soccorso per andare a servire tutta l'utenza di prossimità, vedono al loro interno servizi specialistici, dalla medicina di base alla pediatria, passando l'infermieristica e l'assistenza di tipo psicologico. Anche questo, di fatto, vuol essere un servizio che si rivolge ai residenti sulla città, ma anche a quelli che vivono nei centri vicini, in modo da poter offrire una risposta senza che l'utente sia obbligato a rivolgersi ai pronto soccorso, andando in questo modo anche ad alleggerire il lavoro delle strutture più grandi.
Francavilla sarà uno dei quaranta luoghi indicati in tutta la provincia di Chieti ad avere una Casa di comunità, ma a differenza di molti altri siti qui sono già stati individuati i locali deputati a ospitarla, motivo che ci si augura possa spingere il piede sull'acceleratore nel processo di realizzazione. Per farlo bisognerà andare a intercettare i fondi messi a disposizione del Pnrr, attraverso un progetto da presentare in tempi piuttosto brevi: per rientrare nei termini vincolati inseriti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza bisognerà essere pronti per dare il via ai lavori nella primavera del prossimo anno, motivo per cui occorre serrare i tempi, per non perdere un'occasione che potrebbe non ricapitare più.

