Nuovi contratti, la scuola riparte

25 Aprile 2022

Cambiano le regole per il reclutamento degli insegnanti e gli stipendi dei docenti

L'AQUILA . La scuola, dopo la pandemia, riparte con un nuovo contratto. Cambiano le regole per il reclutamento degli insegnanti e gli stipendi dei docenti.
Il decreto legge sulla riforma della scuola, che passerà al vaglio del Parlamento, prevede, in particolare, nuove regole per la formazione iniziale e continua come anche per il reclutamento dei docenti della scuola secondaria, percorsi formativi che portano all’abilitazione all’insegnamento, aggiornamento dei docenti per tutta la carriera lavorativa e concorsi annuali per reclutare con costanza il personale.
Saranno introdotti scatti stipendiali legati non solo all’anzianità, ma anche alla formazione: la progressione economica sarà accelerata per i docenti che svolgeranno con profitto i corsi selezionati e certificati dalla Scuola di alta formazione del ministero dell’Istruzione, e che otterranno una busta paga più cospicua. Il sistema di aggiornamento, su base triennale, sarà svolto in orario extra-lavorativo, tranne che per la formazione sulle competenze digitali, e potrà essere retribuito dalle scuole se comporterà un ampliamento dell’offerta formativa. Alla fine di questi percorsi è prevista una valutazione finale, con la possibilità di accedere a un incentivo salariale.
Sono previsti cinque scatti di progressione, il primo dopo quattro anni, i successivi ogni cinque anni. Al termine di ogni livello è prevista una verifica finale, collegata anche a una valutazione del miglioramento del profitto scolastico degli alunni degli insegnanti che hanno completato il percorso di aggiornamento.
La progressione salariale sarà quella stabilita dalla contrattazione nazionale che, attualmente, è legata in modo esclusivo all’anzianità di servizio. Per quanto riguarda le nuove assunzioni, la riforma del reclutamento insegnanti prevede una fase transitoria fino al 2024, durante la quale si mira ad assumere tramite concorso pubblico 70mila precari con tre anni di servizio.
Una volta che la riforma sarà entrata a pieno regime, per diventare docenti serviranno laurea e 60 Cfu da acquisire tramite formazione universitaria, con prova finale e accesso al concorso a cattedra, che diventerà annuale. (m.p.)