Nuovi limiti per la movida: sì al piano tra le polemiche

16 Maggio 2023

Numerose assenze nella maggioranza, aumentano i controlli per la musica

PESCARA. Dopo tre settimane di scontri politici, proteste e polemiche, il consiglio comunale ieri ha approvato il Piano di risanamento acustico, ossia il documento che contiene le misure da adottare per ridurre i rumori notturni della movida nella zona centrale di piazza Muzii. Il provvedimento è passato con i voti di una maggioranza ridimensionata per il numero delle assenze in consiglio, mentre l’opposizione ha votato contro. In aula erano presenti numerosi esercenti, che poi hanno dato vita a una protesta all’ingresso del Comune con cartelli e striscioni per contestare il Piano acustico. Grande soddisfazione per l’approvazione è stata espressa dal sindaco Carlo Masci e dall’assessore all’ambiente di Forza Italia Isabella Del Trecco, nonostante le defezioni nella maggioranza, in particolare tra i forzisti, Pescara futura e Fratelli d’Italia, segnale di una spaccatura che si era già manifestata da alcune settimane ed è diventata concreta ieri nel momento del voto, terminato con 16 sì e 11 no dell’opposizione.
LE MISURE ANTI-RUMORE È, dunque, passata la linea dura voluta dalla Lega e di una parte di Forza Italia. Ma il giro di vite per la movida rumorosa nella zona di piazza Muzii è stato ridimensionato, rispetto al testo iniziale, grazie ad alcuni emendamenti approvati dalla maggioranza. Ora il testo prevede la sospensione del rilascio di autorizzazioni in deroga ai limiti acustici, salvo per eventi organizzati o compartecipati dal Comune; il personale adibito alla verifica delle procedure anti-rumore; maggiore sorveglianza delle forze dell’ordine; sospensione della vendita di bevande alcoliche per asporto nelle ore notturne; sospensione dell’attività ai tavoli preventiva rispetto agli orari di chiusura; istituzione di un tavolo tecnico chiamato a svolgere l’attività di sorveglianza e monitoraggio, nonché a proporre alla giunta l’individuazione, i tempi e le modalità di esecuzione degli interventi previsti dal Piano; la sperimentazione dell’utilizzo di teli acustici fonoassorbenti. È stato invece eliminato l’obbligo per gli esercenti di installare apparecchi per il rilevamento dei decibel, i cosiddetti semafori.
«Il Piano di risanamento acustico», hanno spiegato Del Trecco e i consiglieri di Forza Italia, «nasce per assicurare il rispetto della legge che ci impone di adottare uno strumento di tutela della salute dei cittadini. Ma non spegneremo la città, non faremo scendere il coprifuoco, non metteremo il bavaglio. Piuttosto continueremo ad incentivare la movida con tutti gli eventi di spettacolo, culturali e di sport».
ASSENZE NELLA MAGGIORANZA La spaccatura nel centrodestra sul Piano, emersa nelle ultime settimane, si è concretizzata ieri con le assenze in aula. Mancavano per FdI, oltre all’assessore al commercio Alfredo Cremonese, anche il suo braccio destro, cioè la consigliera Zaira Zamparelli; per Forza Italia non c’erano Roberto Renzetti (in viaggio all’estero), Ivo Petrelli e Fabrizio Rapposelli (uscito dall’aula prima del voto); per Pescara futura, invece, mancavano Adamo Scurti e Sabatino Andreelli (uscito dall’aula prima del voto). Ma per il sindaco non c’è stata nessuna spaccatura. «I cantori dei disastri ancora una volta sono stati smentiti dai fatti», ha commentato Masci dopo l’approvazione del Piano, «il voto compatto del consiglio è una riprova chiara e inconfutabile che la maggioranza è coesa». Peccato che Rapposelli, abbandonando l’aula prima del voto, ha dichiarato il proprio dissenso nei confronti del provvedimento. «Questo Piano così come è stato emendato non serve a niente», ha osservato Rapposelli, «lo abbiamo svuotato talmente tanto che non ha più senso votarlo. Al di là di tutto quello che è stato detto in precedenza, cioè che i rilevamenti dei decibel dovevano essere fatti prima e non dopo. Si poteva intervenire in altro modo». Fortemente critica l’opposizione. «È un piano illiberale, inutile ede estremista», hanno affermato i consiglieri di centrosinistra, «che carica i costi sui pubblici esercizi, sapendo che non si risolverà il problema del rumore». «L’approvazione del Piano», ha sottolineato M5S, «mette probabilmente la parola fine all’amministrazione Masci, non solo per le irrecuperabili spaccature, ma perché sancisce l’ennesimo colpo al tessuto economico della città».