«Nuovi strumenti per curare il cancro»

26 Luglio 2017

Il direttore sanitario della Asl: «Le attese sono di 2-3 mesi Nel 2018 un nuovo acceleratore da 2,5 milioni di euro»

PESCARA. Un nuovo acceleratore lineare nel 2018, del valore di 2 milioni e mezzo di euro, in sostituzione di quello vecchio di 14 anni attualmente in uso al reparto di Radioterapia oncologica dell'ospedale. Invece, l'apparecchio nuovo di zecca, stesso importo, posizionato a giugno nel bunker del seminterrato, sarà operativo entro il 2017 a conclusione dei controlli tecnici e di sicurezza. E' l'annuncio del direttore sanitario della Asl di Pescara, Valterio Fortunato, che interviene sulla polemica aperta dal consigliere del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari e dall'ex primario di Radioterapia Marco D'Alessandro, in pensione da qualche mese, secondo i quali l'acceleratore vetusto che opera otto ore al giorno e si blocca di continuo, crea un allungamento delle liste d'attesa, di almeno sei mesi. Lo snellimento delle file sarebbe possibile, per Pettinari e D'Alessandro, se entrasse in funzione il nuovo dispositivo fermo da mesi.
«Si tratta di allarmismo ingiustificato tra i pazienti», precisa Fortunato, «il servizio di radioterapia continua la sua attività con impegno e professionalità anche dopo il collocamento in pensione dell'ex primario». Dopo la stoccata, i fatti. I tempi di attesa, per il direttore sanitario, «non corrispondono a 6 mesi ma variano tra i 60 e i 90 giorni, in linea con i mesi passati, anche considerando l'accesso dei pazienti indirizzati a Pescara da altri centri di radioterapia vicini». Per esempio, Chieti.
Il nuovo acceleratore lineare, installato nel bunker a giugno, è oggetto di «verifiche tecniche e di sicurezza necessarie alla messa in esercizio di un’apparecchiatura tecnologicamente complessa. Inevitabili i tempi contingentati, ma come da cronoprogramma, l'entrata in funzione è prevista prima della fine dell'anno in corso». Sempre entro il 2017, Fortunato annuncia «il rinnovamento tecnologico della radioterapia con l'acquisizione (le pratiche sono in corso) di un apparecchio per brachiterapia, sempre per la cura dei tumori, che sarà operativo entro fine anno».
E precisa che «i ritardi nell'acquisto e nell'installazione dell'apparecchio sono stati ereditati da questa amministrazione che si è fatta carico di completare le procedure». Infine, entro il 2018 è prevista «la sostituzione del vecchio acceleratore con un altro nuovo da acquistare, più o meno per lo stesso valore economico di quello attuale».
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