Nuovi sversamenti delle fogne nel fiume Aca avvisa il Comune

Emergenza dopo la pioggia, ma i divieti sono già scattati Livello: «Migliorerà con il potenziamento del depuratore»
PESCARA. È di nuovo allarme per gli scarichi fognari finiti direttamente nel fiume durante l’acquazzone di giovedì scorso. Ieri, l’Aca ha inviato una comunicazione scritta al Comune per avvisare che, durante la forte pioggia, quattro pompe di sollevamento hanno sversato reflui e liquami nel fiume Pescara. Si tratta degli impianti che si trovano all’altezza dei fossi Bardet, alle torri Camuzzi, alla Madonnina e al ponte della Libertà. «Con le ultime disposizioni legislative», ha spiegato il direttore tecnico dell’Aca Lorenzo Livello, «abbiamo l’obbligo di comunicare al Comune gli sfiori nel fiume».
Obbligo dell’ente è invece quello di emanare le ordinanze di divieto temporaneo di balneazione per 48 nelle zone considerate a rischio inquinamento. Ma, in questo caso, i divieti sono già scattati all’altezza di via Balilla e di via Galilei. Sono i due punti di prelievo definiti zone di acque scarse, caratterizzati cioè da un’elevata variabilità dei valori. Per questo motivo, nelle settimane scorse è stata pubblicata l’ordinanza regionale per la stagione balneare che indica appunto i due divieti di balneazione. Gli stessi divieti che sarebbero dovuti scattare ieri, per 48 ore, a causa degli sversamenti nel fiume.
Ma il problema degli sfiori durante le forti piogge verrà in gran parte risolto a partire dalla stagione balneare dell’anno prossimo, quando cioè termineranno i lavori in corso per il potenziamento del depuratore. Problema che nasce dal fatto che il depuratore non riesce a smaltire l’enorme quantità di acqua proveniente dalle fogne a causa delle piogge. «Gli sfiori più grossi», ha assicurato ieri Livello, «verranno ridotti dell’80 per cento, perché il depuratore passerà dall’attuale portata di 4.200 metri cubi l’ora ad oltre 9mila».
Per questi primi lavori ci sono 12,5 milioni di euro a disposizione che, uniti a tutti gli interventi sul sistema idrico integrato della città, diventano 32 milioni di euro. Con i primi 8,5 milioni di euro si risolverà in parte il problema degli sfiori durante le piogge. L’intervento consentirà in futuro il trattamento di una portata fino a quattro volte superiore a quella attuale. Il progetto, già finanziato, riguarda diversi passaggi. Si prevede, innanzitutto, la realizzazione di un nuovo sistema di pretrattamento potenziato, composto da dissabbiatura, disoleatura e grigliatura. Poi, verranno realizzate una nuova vasca di ossidazione da 18mila metri cubi e nuove vasche di sedimentazione. Con ulteriori 4 milioni di euro si procederà al potenziamento delle attuali vasche di ossidazione.
Il cronoprogramma prevede un anno e mezzo di lavori, già avviati nel febbraio scorso. Ma la ditta incaricata sta procedendo a tappe, a partire dagli interventi per il pretrattamento dei fanghi che sono stati abbandonati in passato nell’area dove verrà realizzata una nuova vasca di ossidazione. Per questo, sono stati analizzati prima i fanghi. Il progetto prevede, infine, la realizzazione di vasche di accumulo. Una di queste verrà costruita all’altezza della Madonnina.
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