Nuovo apparecchio per la lotta ai tumori

22 Novembre 2017

Presentato l’acceleratore lineare di ultima generazione costato 2,5 milioni Il manager: è preciso, risparmia gli organi sani, eviterà cure lontano da casa 

PESCARA. L’ospedale di Pescara dispone di una nuova potente arma per combattere i tumori alleviando anche le pesanti conseguenze che le cure radioterapiche hanno sui pazienti.
Si chiama Varian Trylogy l’acceleratore lineare installato da qualche giorno nei locali appositamente predisposti all’Unità operativa complessa (Uoc) di Radioterapia della Asl. La presentazione ufficiale ieri, alla direzione generale dell’Azienda sanitaria locale. «Ci piace dire quello che facciamo non quello che faremo», l’esordio con una punta di orgoglio del manager Armando Mancini, «quindi annunciamo che è stata avviata l’attività clinica di utilizzo del Varian Linac Trilogy di ultima generazione in grado di somministrare i più evoluti trattamenti radianti allo scopo di garantire un miglior controllo locale della malattia e minimizzare i danni ai tessuti sani». Il nuovo macchinario affianca l’acceleratore lineare montato e attivo dal 2002, la gara d’appalto è partita nel 2015, l’acquisto per 2 milioni e mezzo di euro nel maggio 2016. «Da allora sono stati portati avanti i lavori per posizionarlo», racconta il direttore generale, «perché come per tutte le strumentazioni radianti sono necessari bunker e complesse operazioni per la realizzazione. Ma ce l’abbiamo fatta».
In caso di malattie oncoematologiche Varian consente procedure total body per radiazioni che precedono i trapianti che finora costavano ai malati viaggi della speranza fino all’ospedale di San Giovanni Rotondo. E radioterapie precisissime su una serie ampia di tumori tutelando gli organi circostanti. «Clinicamente potremo offrire terapie avanzate che finora venivano offerte in altri centri, in Abruzzo a Teramo», spiega Gina Valerio, dirigente medico responsabile della Uoc di Radioterapia della Asl di Pescara. «Varian cura il tumore risparmiando gli organi circostanti grazie a tecniche a modulazione di intensità e rotazionali Imrt e Vmat. La precisione estrema è possibile grazie a un sistema di telecamere che ci permette di monitorare movimenti millimetrici». «Sarà possibile verificare costantemente la qualità del trattamento mediante la tecnica a “guida di immagini” Igrt che consente il controllo costante della posizione del paziente e del volume di trattamento», aggiunge Valerio De Francesco, direttore del Dipartimento di diagnosi e cura dei tumori.
«Il sistema ha dotazioni accessorie peculiari che consentiranno di eseguire ed implementare tutte le tecniche e garantire la massima accuratezza della terapia», osserva ancora Piera Turano, dirigente responsabile della Unità operativa semplice dipartimentale di Fisica sanitaria. «Consente terapie con fotoni. Radiazioni diverse con risparmio non sulla dose, che ovviamente è decisa dal piano clinico, ma di ottimizzarla puntandola sul tumore più che sugli organi circostanti. E fornisce immagini tipo Tac nel corso della terapia che permettono di centrare molto meglio il bersaglio».
«Certo non azzeriamo le liste d’attesa», premette Mancini, «ma miglioreremo molto: Varian potrà fare 40 pazienti al giorno su due turni». Questo non vuol dire che l’altro acceleratore lineare in dotazione dell’ospedale andrà in pensione o curerà “peggio”, assicura lo staff. I pazienti verranno scelti in base alla patologia e alla sede del tumore, spiegano i medici, saranno scelte di natura clinica. Esistono situazioni che per posizione ed estensione del tumore richiedono un maggiore centraggio della radioterapia, e dunque in questi casi entrerà in azione Varian, e si parla ad esempio dei tumori testa/collo, mentre se i campi di azione sono più ampi, tumori al seno, non c’è differenza o difficoltà ad usare il “vecchio” acceleratore lineare. «Di certo questo apparecchio», conclude De Francesco, «consentirà di trattare situazioni che prima non potevamo trattare».