Nuovo impianto di depurazione: il Comune copia le Marche
MONTESILVANO. Trasformare i liquami in concime organico. La soluzione arriva dalle Marche. Il sindaco Ottavio De Martinis, insieme a Paolo Cilli vice sindaco con delega all'igiene urbana, hanno...
MONTESILVANO. Trasformare i liquami in concime organico. La soluzione arriva dalle Marche. Il sindaco Ottavio De Martinis, insieme a Paolo Cilli vice sindaco con delega all'igiene urbana, hanno visitato nei giorni scorsi un impianto a basso impatto ambientale. Presenti al sopralluogo a Fermo anche i tecnici Aca.
«Le tecnologie per il riciclo dei liquami», illustra il primo cittadino, «risolvono l’annosa questione dello smaltimento e potrebbero essere fonte di fertilizzanti per un'agricoltura più sostenibile e di minore impatto ambientale su tutto il nostro territorio». Nell’impianto marchigiano vengono prodotte 2.500 tonnellate l’anno di gessi di defecazione, che poi sono distribuiti nei terreni della zona per l’agricoltura. «La produzione dei gessi rappresenta una valida alternativa all’utilizzo dei fanghi di depurazione delle acque reflue in agricoltura, sia dal punto di vista agronomico e della tutela dell’ambiente, che gestionale», dice ancora De Martinis, «disfarsi dei fanghi è diventata una vera e propria urgenza, oltre a una questione onerosa per i costi di smaltimento».
In questo modo, secondo il sindaco, il problema dei liquami diventerebbe una «risorsa capace di trasformare un materiale di scarto difficile da gestire in concime organico naturale e inodore». «Il nostro depuratore di via Tamigi raccoglie i reflui solidi», specifica Cilli, «cioè lo scarto della lavorazione dei fanghi, i quali vengono portati in discarica. I costi di questo processo sono aumentati tantissimo. La realizzazione dell'impianto garantirebbe di avere un costo stabile del prodotto da smaltire in maniera autonoma da impianti terzi». «In futuro, con la normativa europea, ci si dovrà adeguare a cercare soluzioni indipendenti. L'agricoltura finora usufruisce di questi materiali a costi pari a zero, ma in seguito potranno essere venduti», conclude. (m.pa.)
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