Nuovo pronto soccorso, i soldi sono finiti

28 Settembre 2018

Spesi oltre 2 milioni, ma ne servono altrettanti per sistemare tetto, pavimenti e arredi. L’apertura era prevista entro l’anno

PESCARA. Nuovo pronto soccorso: sono finiti i soldi per continuare i lavori. Non sono bastati i 2 milioni 840mila euro, ne servirebbero altrettanti per proseguire gli interventi.
La struttura avrebbe dovuto essere inaugurata a fine anno, come da auspicio dei vertici Asl, ma a questo punto la data slitterebbe al 2019 inoltrato.
A esclusione di qualche rara operazione interna alla struttura, da maggio versano in stato abbandono i cantieri dell'area dove dovrà sorgere il nuovo presidio sanitario di emergenza, tra il Cup e l'ingresso centrale con la sbarra, in via Fonte Romana. Scavi nel terreno, tubi e cavi che giacciono tra l’erba che cresce selvaggia, sono recintati da reti di ferro e transenne di plastica rossa.
Fino ad oggi le ragioni dello stop and go dei lavori, al piano terra dell'ospedale, erano legate alle varianti tecniche in continuo aggiornamento, conseguenza delle sempre più farraginose e rigide disposizioni legislative che impongono aggiustamenti e cambiamenti delle progettazione tecniche.
Aggiornamenti necessari a 14 anni dalla stesura del primo progetto che ha condotto all’apertura dei cantieri, nell’autunno del 2016, per la creazione del pronto soccorso che sorgerà su una superficie (2000 metri quadrati) più che raddoppiata rispetto all’attuale, 900 metri quadri. Si pensava a firme che non venivano messe, a documenti che non uscivano dagli uffici preposti, alle solite lungaggini burocratiche che bloccano un certificato per mesi. Ora, si scopre che mancano ulteriori finanziamenti per procedere.
Il progetto iniziale è partito con un importo base di 2 milioni 840mila 512,94 (importo a base d’asta 2 milioni 179mila 898,01, ditta aggiudicataria Arco di Ravenna, impresa esecutrice Di Carlo di Casoli), ma questi fondi sarebbero terminati da un pezzo. Occorrerebbe altro ossigeno per superare l’impasse e proseguire nei lavori che sarebbero dovuti terminare entro l’anno, con tutti i rinvii e i ritardi che si sono susseguiti nel corso dei due anni.
Un mese fa, si sono detti ottimisti sull’apertura del presidio di emergenza entro l’anno, sia il primario del pronto soccorso Alberto Albani, nominato a capo del Dipartimento di Urgenza emergenza, sia il manager Asl Armando Mancini. Insieme al direttore sanitario Valterio Fortunato, hanno premuto per mesi sull’acceleratore della burocrazia per arrivare a stabilire il record dell’avvio dei cantieri dopo decenni di soli annunci. Ci sono riusciti. Ora bisogna fare un ulteriore sforzo: trovare i fondi necessari per andare avanti nei lavori.
Tra gli interventi ancora da attuare nei locali spogli, vi sarebbero il posizionamento dell’impiantistica, le luci, il gas, la climatizzazione, i campanelli d’allarme. Le piastrelle sono state messe solo nei bagni privi di sanitari, ma l’operazione è stata effettuata mesi fa.
C’è da completare la pavimentazione e il tetto. Oltre a ciò, bisognerà approntare una gara d’appalto per scegliere gli arredi.
Inoltre, si dovrà lavorare alla creazione di un rondò per favorire gli accessi alla nuova sede sanitaria. Ingressi che saranno agevolati dalle trasformazioni della viabilità con la realizzazione, da parte del Comune, di una rotatoria che sostituirà lo spartitraffico all’incrocio tra via Fonte Romana e via Monte Faito.
La città ha atteso per troppo tempo un nuovo pronto soccorso, punto di riferimento per tutto l’Abruzzo. La sede operativa attuale, con stanze per le visite senza finestre e sale d’attesa minuscole, non riesce più a sopportare il carico crescente dell’utenza che accede alla struttura anche da fuori regione, oltre 100 mila l’anno con punte record giornaliere in estate o durante le festività natalizie.
Secondo l’agenzia sanitaria regionale nel 2017 sono stati 95.962 gli ingressi: il 49,8% di codici verdi, il 45,2% di codici gialli, il 2,9% di codici bianchi e il 2,1% di codici rossi. Non passa giorno che i cittadini non denuncino affollamenti nei reparti e fino a 12 ore di attesa per una medicazione.
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