Nuovo pronto soccorso: progetto fermo da 3 anni
Dopo l’approvazione e l’aggiudicazione dei lavori, la burocrazia ha bloccato tutto E presidente del consiglio comunale Blasioli si appella al governatore D’Alfonso
PESCARA. È fermo da tre anni il progetto del nuovo pronto soccorso, quello che doveva essere il più grande d’Abruzzo e invece è rimasto tutto sulla carta, alla faccia di chi continua a lavorare in condizioni al limite e, ancor più, di chi suo malgrado, almeno una volta si è trovato a passarci ore in attesa del proprio turno. Una beffa che il presidente del consiglio comunale Antonio Blasioli rispolvera chiedendo però una soluzione prioritaria al presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Blasioli lo fa con una lettera in cui a D’Alfonso ricorda date, numeri e progetto di una struttura che ridarebbe dignità agli operatori, ai pazienti e al sistema sanitario tutto, invitando per questo il presidente della Regione «ad aiutare la Asl a superare gli ultimi ostacoli che impediscono ai nostri concittadini di godere di questo nuovo e più efficiente servizio».
La premessa di Blasioli non a caso parte da un numero: «Il pronto soccorso di Pescara registra oltre 100mila accessi all’anno. La nostra struttura governa e accetta il 100 per cento delle emergenze pediatriche e il 75 per cento delle emergenze regionali». Detto questo, il presidente del consiglio rimarca che nel 2013 lo stesso consiglio comunale approvò all’unanimità il progetto del nuovo pronto soccorso per derogare all’ampliamento delle volumetrie. Bene. Il bando è stato pubblicato il 10 maggio del 2013, i lavori per un importo a base d’asta di due milioni 123mila euro sono stati aggiudicati alla ditta Arco lavori, società cooperativa di Ravenna per un importo di un milione 400mila euro, e per una durata di un anno. L’area, di circa 2.700 metri quadrati, doveva essere riconsegnata entro la seconda metà del 2014 «ma ad oggi», scrive Blasioli, «i lavori non sono partiti, a quanto pare per la difficoltà di spostare alcune strutture esistenti nell’area oggetto dell’intervento».
Il progetto, così come approvato, prevede una zona diagnostica per immagini, un’area pe r l’attesa, diversi ambulatori, studi medici, la shock room, la farmacia e il posto di polizia. Punto di forza, poi, è il soccorso pediatrico: i bambini sono accolti con una sala riservata già all’accettazione, con un’area solo per loro anche per quanto riguarda i posti letto d’osservazione, circa una decina. Accettazione a parte anche per adulti e per anziani con la suddivisione dei codici bianchi, verdi, gialli e rossi attualmente alla base delle lunghe e snervanti attese di chi non è considerato urgenza ma ha comunque un problema da risolvere.
«Il pronto soccorso», sottolinea Blasioli, «rappresenta ormai il punto di riferimento per tutto ciò che è attività ambulatoriale e non solo per le emergenze ed alto è il numero dei ricoveri impropri determinati da una struttura che, nonostante la professionalità dei medici, non ha gli strumenti per esercitare il filtro necessario. Questi strumenti sono invece previsti nel nuovo progetto, con 12 punti di osservazione breve in cui monitorare il paziente nelle prime 24-28 ore per poi decidere sul ricovero e le dimissioni». (cr.pe.)
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