Nuovo raid dei baby vandali in Comune

Ieri è toccata a una fioriera di cemento che adorna il chiostro, è l’ennesimo blitz messo a segno dallo scorso novembre
CITTA’ SANT’ANGELO. Vandali ancora all’opera nel chiostro del Comune di Città Sant’Angelo. Dopo la distruzione delle installazioni denominate “Bomba di lava”, la rottura della pompa dell’acqua che alimenta la fontana, le scritte sui muri e sulle panchine e i danneggiamenti all’interno dei bagni pubblici, ieri è toccata a una delle fioriere di cemento che adornano gli archi, gettata all’interno del chiostro. Al sindaco Gabriele Florindi e al comandante della Polizia municipale Luca Marzuoli non è rimasto altro che fare l’ennesima segnalazione ai carabinieri.
E’ dal novembre dello scorso anno che il comandante Marzuoli denuncia gli atti vandalici commessi tra piazza IV Novembre e l’area interna del chiostro del palazzo municipale cui si accede da Vico Mattuffi. Grazie alle telecamere del Comune, la polizia municipale ha individuato in un gruppo di quattordicenni che spesso gioca a pallone nella piazza del Teatro, guidato da un maggiorenne, la banda di vandali che sta danneggiando il patrimonio cittadino.
L’amministrazione comunale sta aspettando però che si concludano le indagini dei carabinieri per poter chiedere i danni ai genitori e rivalersi così sulle spese di ripristino delle opere e dei servizi.
In realtà non è soltanto l’amministrazione comunale a denunciare da tempo la banda di vandali che imperversa nelle ore notturne nel centro cittadino di Città Sant’Angelo. Da tempo un tabaccaio del centro storico, reo di essersi rifiutato di vendere le sigarette ad alcuni di questi minorenni, subisce danni su danni alle sue vetrine e al suo negozio. E la furia vandalica non risparmia neanche le mura e gli edifici del centro storico, con scritte e tag che, tra l’altro, riporterebbero le iniziali di uno dei componenti della banda più volta ripresa dalle telecamere del Comune. Alcuni cittadini residenti nel centro storico avrebbero segnalato danni anche ai portoni e alle automobili parcheggiate. Insomma, una piccola emergenza cittadina, ma perché ancora non si prendono provvedimenti contro i vandali, visto che sono anche conosciuti?
Qualche tentativo bonario, con richiesta di intervento da parte delle famiglie, sarebbe già stato fatto, ma sembra che anche rivolgersi ai genitori di questi vandali sia stato inutile. “Qualis pater, talis filius”, direbbero gli antichi romani.
Probabilmente, soltanto quando si vedranno costretti da un giudice a risarcire i danni commessi dai figli, e che ammontano a qualche migliaio di euro, i familiari cominceranno a prendere seri provvedimenti contro il loro comportamento. Ma fino ad allora, a meno che non vengano colti in flagrante, i baby vandali continueranno ad avere la meglio sui beni dei cittadini angolani. (l.d.f.)
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