Nuovo raid nel palazzo pericolante

Viale D’Annunzio: rubati i tubi di rame, i vigili del fuoco costretti a intervenire
PESCARA. Non trova pace il palazzo pericolante di viale D'Annunzio ai numeri civici 259-261, sgomberato quasi due anni fa e sul quale c'è un ordinanza sindacale per la demolizione firmata nell'ottobre 2013. Nella notte tra venerdì e sabato i ladri, dopo aver spaccato entrambi i vetri di uno dei due portoni, si sono introdotti all'interno dello stabile, ormai abbandonato, e salendo fino al quinto piano, sfruttando i balconi dell'edificio, hanno smontato e portato via le tubazioni di rame che convogliano le acque piovane dal tetto fino alle fogne. I malviventi hanno trafugato diverse porzioni delle tubazioni per un totale di vari metri. Hanno però lasciato pericolante e appeso un tubo lungo oltre tre metri che i residenti della zona hanno notato ieri mattina. Vista la pericolosità della situazione, sono stati allertati i vigili del fuoco che sono intervenuti con due mezzi per rimuovere la tubazione rimasta sospesa e a rischio caduta a causa del vento che soffiava ieri. Dell'edificio pericolante, lo scorso novembre, si erano occupati sia la polizia municipale sia i vigili del fuoco, intervenuti dopo le segnalazioni dei residenti secondo i quali l'edificio era abitato abusivamente. Venne fatto un sopralluogo e vennero trovati elementi che indicavano come il luogo fosse utilizzato da persone senza fissa dimora. All'interno porte divelte, siringhe, escrementi nell'androne e in mezzo alle scale, ma anche resti di cibo, materassi, lettini gonfiabili, bottiglie e lattine. Nonostante questi blitz, chi vive da quelle parti assicura che all'interno del palazzo pericolante ci siano ancora persone, quasi sicuramente ai primi piano dello stabile. È bene ricordare che ormai quasi due anni fa l'edificio venne sgomberato per il pericolo di un crollo, ma da allora poco o nulla è cambiato, tranne che il condominio si è trasformato in terra di nessuno. In molti sono preoccupati per motivi di sicurezza e di igiene pubblica e chiedono maggiori controlli. Resta sempre in piedi l'interrogativo sul mancato abbattimento di un edificio che veniva considerato a rischio crolli e dunque da demolire. Il Comune, tre mesi fa, assicurò l'apertura di un tavolo con i condomini per trovare una soluzione. Per ora, i residenti della zona temono che chi ha trafugato le tubazioni in rame possa ripresentarsi per completare l'opera.
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