«Nuovo stadio, si ragiona su una ipotesi progettuale»

13 Aprile 2017

L’assessore allo Sport Diodati ribatte così a De Sanctis (Forum dell’Acqua) che aveva chiesto di visionare gli atti. Comune e Belle arti: non esistono elaborati

PESCARA. Nessun disegno messo nero su bianco e nessun rendering o planimetria presentati a Comune e Soprintendenza. La riqualificazione dello stadio Adriatico-Cornacchia da 40 milioni di euro è stata tante volte annunciata dall’assessore allo Sport, Giuliano Diodati, ed è finita al centro di una lunga querelle portata avanti anche davanti al Tribunale amministrativo regionale, causa i vincoli imposti al vecchio impianto sportivo, progettato dall’architetto e urbanista romano Luigi Piccinato.

Una lunga vicenda, che oggi si è scoperto essere ferma al palo, poiché agli atti manca un vero e proprio progetto di ristrutturazione. Nonostante le decine di riunioni, nei mesi scorsi, tra i rappresentanti dell’amministrazione di centrosinistra, i vertici del Pescara calcio, la Lega nazionale B Futura (soggetto proponente) e Invimit (la società di investimenti immobiliari del ministero), la strada per la trasformazione dello stadio cittadino in una struttura avveniristica, sul modello dello Juventus Stadium di Torino o dell’impianto di Udine, risulta tutta in salita. A segnalere l’impasse è Augusto De Sanctis, del Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua. A una richiesta di accesso agli atti delle associazioni, sia la soprintendenza delle Belle arti e paesaggio d’Abruzzo, sia il Comune di Pescara, hanno risposto (la prima il 7 aprile, il secondo nella mattinata di ieri) che, al momento, non esiste alcun progetto agli atti per il nuovo stadio Adriatico. La storia della ristrutturazione, con l’ampliamento della impianto sportibo con dotazione di negozi e nuovi parcheggi, pubblicizzata tante volte anche sui media, ruota intorno a una ipotesi progettuale che potrà essere realizzata solo se ci sarà il via libera definitivo da parte del ministero ai Beni culturali e del Turismo. «Ne consegue che quanto abbiamo visto, dopo la conferma del vincolo da parte del Tar, è semplicemente un preclaro caso di "facite ammuina", tenuto conto che risulta piuttosto difficile esprimersi sul nulla», ha sbottato De Sanctis, ricordando come proprio nel febbraio scorso gli amministratori comunali avevano attaccato la soprintendenza per la mancanza di risposte sul nuovo progetto.

«Abbiamo ragionato», è la risposta dell’assessore Diodati, «su uno studio di fattibilità che contiene, appunto, ipotesi che verranno realizzate se avremo il via libera del Mibact. Siamo a oggi in attesa di sapere se l’opera sia fattibile o meno e con quali prescrizioni, un cammino cominciato con la proposta di riqualificazione arrivata dalla Lega nazionale B Futura che è il soggetto proponente. Ipotesi che abbiamo subito condiviso con la soprintendenza che ora deve esprimersi sulla fattibilità, perché l’attuale stadio è sottoposto a vincoli e nasce su un territorio altrettanto sensibile. Nessuno nasconde nulla alla città», prosegue Diodati, «né tantomeno al Forum, con il quale saremo ben lieti di condividere il cammino fin qui fatto, che non è mai stato misterioso o, peggio, occultato. Anzi, abbiamo anche detto che recepirà tutte le direttive che la soprintendenza ci darà, perché tuteli ciò che c’è da tutelare, esattamente com’è avvenuto a ogni riunione avuta fino a oggi con funzionari e i tecnici con i quali stiamo dialogando da quando l’ipotesi di uno stadio rinnovato è stata proposta».

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