Oasi Penne, allarme cinghiali e alluvioni
Di Fabrizio spiega al neo assessore Di Donato i problemi dell’area protetta dopo i tagli della Regione
PENNE. Una riserva proiettata verso il futuro, però consapevole delle criticità del presente. È la sintesi perfetta dell’Oasi naturale Lago di Penne, la seconda riserva regionale per importanza e storia.
Nel corso della prima uscita istituzionale del neo assessore regionale ai Parchi, Donato Di Matteo, il direttore della riserva pennese, Fernando Di Fabrizio, ha sollevato problematicità e prospettive dell'Oasi vestina. «Ultimamente conviviamo con due grandi criticità: quella relativa alla discesa nella riserva di numerosi cinghiali, che hanno devastato e mandato all'aria più di una coltivazione, e quella relativa ai danni causati dal maltempo dei mesi invernali», rileva Di Fabrizio.
Le forti piogge dei mesi scorsi, in effetti, oltre a comportare la chiusura della strada che porta in zona Cascatelle, hanno costretto i responsabili dell'area protetta a chiudere per motivi di sicurezza ben tre sentieri natura. Non soltanto criticità e problemi, la riserva pennese punta forte per il futuro sul concetto di green economy e su un turismo eco-sostenibile. Attraverso le tante strutture aperte all'interno della riserva, in primis il Cea Bellini, le sette cooperative che collaborano al funzionamento della riserva puntano a riorganizzarsi con uno sguardo attento al futuro.
«Negli ultimi 5 anni la nostra riserva ha dovuto fare i conti con pesanti tagli da parte della Regione. Con questa prima visita», afferma il vicesnidaco di Penne, Ennio Napoletano, «il nuovo governo regionale, tramite l’assessore ai Parchi Di Matteo, ha dimostrato di voler lavorare sin da subito per ripristinare e migliorare le tante eccellenze presenti nella nostra riserva e salvaguardare il lavoro dei tanti giovani che vi lavorano». (f.bel.)
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