Occupazione, il segno resta meno

La crescita c’è ma il confronto con il periodo pre pandemico è ancora negativo
L'AQUILA . Cresce il numero di occupati in Abruzzo nel primo trimestre dell'anno: il 5,1% in più, nel confronto tra il 2022 e il 2021. Ma il confronto tra il 2019 e il 2022 porta ancora il segno meno, con una variazione negativa del 2%. Tra gennaio e marzo di quest'anno, ultimo dato disponibile, i lavoratori abruzzesi erano 482mila unità, contro 459mila del 2021 e 492mila del 2019. Per quanto riguarda il dato nazionale medio, si registra un aumento di occupati, nel primo trimestre 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021 del 4,1%, quindi inferiore all’incremento abruzzese. Ma, sempre a livello nazionale, il confronto tra il 2019 e quest'anno segna uno -0,2%, cioè un divario inferiore rispetto a quanto si registra nella nostra regione che, come si vede nella tabella, perde il confronto diretto con il Centro Italia. Così come il tasso di occupazione in Abruzzo è al di sotto della media nazionale: 58,5% nel 2022 contro il 59,1% in Italia. Lo scorso anno era stato del 54,2% a fronte del 56,1% registrato nel Paese. Anche il tasso di disoccupazione, seppure inferiore a quello del Mezzogiorno, pone l'Abruzzo in una posizione di svantaggio rispetto alla media nazionale: 9,3% contro l'8,8% nel 2022. Ma va meglio rispetto all’anno scorso quando il tasso raggiunse i 10,7 punti percentuali in linea con il 10,6 dell'Italia.
Una percentuale che, se guardiamo la divisione per aree geografiche, sale nel Mezzogiorno al 15,2% nel primo trimestre 2022 contro il 17,9% del 2021. Nelle regioni del Centro la percentuale media di disoccupati si attesta, tra gennaio e marzo 2022, al 7,3%; lo scorso anno era del 9,9%.
Va decisamente meglio al Nord dove la disoccupazione cresce del 5,7%, contro il 6,8% dello scorso anno. Sempre al Nord il tasso di occupazione è del 67% cresciuto rispetto allo scorso anno, quando era fermo al 64,3%. Al Centro il tasso di occupazione si attesta al 64% a fronte del 60,4% dello scorso anno. E nel Mezzogiorno, la percentuale si riduce notevolmente: 45% di occupati nel primo trimestre di quest'anno contro il 42,6% del 2021. (m.p.)

