Oggi l’ultimo saluto al camionista Il ragazzo sta meglio

9 Febbraio 2016

La comunità di Elice scossa per lo schianto mortale: «Il rumore è stato fortissimo, lo abbiamo sentito tutti»

ELICE. «È stata una tragedia, un incidente terribile il cui impatto ha scosso tutti, il rumore è stato fortissimo e ha richiamato l'attenzione di tante persone. Tutte a cercare di capire cosa fosse successo, a fare ipotesi sulla causa, ma poi di fronte alla morte serve solo silenzio».

Con queste parole un ragazzo che vive a pochi passi dal luogo in cui si è verificato l'incidente sulla Lungofino, a Madonna degli Angeli di Elice, costato la vita a Gino Palusci, 65 anni, un camionista di Bisenti, commenta l'accaduto. Un dramma che ha colpito la comunità elicese, dove risiede il figlio della vittima, e quella di Bisenti, dove Palusci viveva con la moglie, Eva Di Rocco, di 59 anni, anche lei coinvolta. La donna ha riportato varie fratture, una delle quali alla clavicola. La prognosi è di 40 giorni, ma ha rifiutato il ricovero preferendo tornare a casa, dove è stato riportato anche il corpo del marito. Con la loro auto, una Megane, viaggiavano in direzione Pescara per raggiungere una sala da ballo, grande passione per entrambi, quando c’è stato l’impatto con l’Opel Corsa guidata da D.S., 21 anni, di Villa Cipressi di Città Sant'Angelo. Il giovane stava probabilmente svoltando a sinistra per immettersi nei parcheggi del bar Pavone, che è a pochi passi. Per cause da accertare, si è verificato lo scontro: la Megane è finita in un dirupo, mentre il 21enne ha fermato la corsa della sua Opel contro un muretto. Il giovane è stato ricoverato in Ortopedia nell'ospedale di Pescara con una prognosi di 50 giorni per diverse fratture e trauma facciale.

La strada Lungofino è molto trafficata e spesso diventaè teatro di incidenti, alcuni anche mortali. «Su questa strada servirebbero dei rallentaori di velocità» commenta il sindaco di Elice, Gianfranco De Massis, «provvederemo a farli installare». I funerali di Gino Palusci si terranno oggi, alle 14.30, nella Chiesa di Madonna degli Angeli, a Bisenti.

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