Oggi la catena umana per l’ospedale San Massimo
PENNE. Oggi la popolazione vestina abbraccerà virtualmente l’ospedale San Massimo. Lo farà con una catena umana in piazza Santa Chiara, dinanzi a quella che un tempo era la sede della rinomata scuola...
PENNE. Oggi la popolazione vestina abbraccerà virtualmente l’ospedale San Massimo. Lo farà con una catena umana in piazza Santa Chiara, dinanzi a quella che un tempo era la sede della rinomata scuola infermieri, a partire dalle 16,30. A organizzare la manifestazione è stato il comitato di protesta Salviamo L’ospedale di Penne. L’iniziativa, appoggiata anche dal sindaco di Penne Mario Semproni, punta a catturare anche l’attenzione dei cittadini degli altri paesi dell’entroterra vestino: da Montebello di Bertona a Farindola, da Civitella Casanova a Villa Celiera, passando per Picciano, Loreto e Collecorvino. Dopo la sentenza del Tar che ha rigettato il ricorso del Comune di Penne, presentato contro i decreti commissariali che hanno declassato il San Massimo ad ospedale di area disagiata, l protesta cresce. C’è il serio rischio che l’area vestina si ritrovi con una struttura inadeguata alle esigenze sanitarie del territorio. Senza rianimazione, con un pronto soccorso impotente di fronte a un caso di codice rosso, ecco che un caso di infarto o di altra problematica grave in un paese dell’entroterra vestino potrebbe, soprattutto in inverno, diventare un vero e proprio rischio vita. I tempi di percorrenza dall’area vestina alla costa, ingigantiti da una viabilità già da tempo malandata, si dilatano esponenzialmente durante i mesi invernali a causa delle frequenti nevicate, piogge e frane. Il comitato di protesta chiede che l’ospedale di Penne, al pari di quelli di Vasto, Lanciano, Sulmona e Atri, sia classificato come ospedale sede di pronto soccorso, in modo da poter contare su un reparto di emergenza capace di rispondere puntualmente per salvare la vita alle persone. Con il Tar che ha dato ragione alla Regione, e dunque avallato il ridimensionamento del San Massimo, il rischio che l’ospedale pennese perda sia in termini di prestazioni offerte sia di posti letto è davvero molto alto. Adesso al comitato di protesta, che su Facebook ha toccato quota 5.470 membri sostenitori, tocca anche capire cosa verrà fuori dall’incontro Stato-Regione, promesso dalla senatrice Federica Chiavaroli, per capire come e su cosa intervenire per far sì che il presidio vestino conservi una capacità di intervento importante per l’utenza dell’intero comprensorio vestino.
Oggi la popolazione vestina è chiamata a stringersi attorno al proprio ospedale, simbolicamente, ma con il grande obiettivo di difendere con le unghie e con i denti un presidio vitale per un’area già fortemente penalizzata.
Francesco Bellante
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