Oggi la protesta contro la Pescara-Roma

Manoppello, i cittadini espropriati scendono in strada: «Il raddoppio della ferrovia è un’opera inutile»
MANOPPELLO. Le lettere di esproprio dei beni immobili sono già nelle cassette della posta dei destinatari, proprietari di case e terreni a Manoppello. A mandarle è Italferr-Gruppo Ferrovie dello Stato per conto di Rfi. Con quelle comunicazioni si invitano i residenti di Manoppello a «far trovare gli immobili liberi da cose o persone» a fronte di un’indennità provvisoria di espropriazione.
Il momento tanto temuto dai possessori di case e terreni, che si trovano lungo la direttrice della linea ferroviaria Pescara-Roma interessata dal raddoppio, è arrivato. Per questo, «con la rabbia in corpo», scenderanno in strada oggi alle ore 9 per partecipare a una manifestazione organizzata dal comitato cittadino Comferr, presieduto da Katia Colalongo, per chiedere «la sospensione dell’iter espropriativo e lo studio della variante al tracciato» bocciato dalla Regione. Il comitato ha inviato a partecipare i rappresentanti istituzionali e i sindaci della Val Pescara. «Tutti, non solo quelli interessati dal raddoppio», precisa il Colalongo, «da loro ci aspettiamo solidarietà e buonsenso. E anche un aiuto per trovare una soluzione a questa decisione che porterà solo dolore e danni».
La protesta si terrà in via Verdi, vicino a uno storico passaggio a livello: «Uno dei luoghi simbolo della distruzione che si vuole compiere con i progetti dei lotti 1 e 2 (Brecciarola, Manoppello, Alanno e Scafa) della ferrovia Pescara- Roma. Questa zona verrebbe letteralmente spaccata in due dai lavori sulla tratta. Stanno arrivando le lettere di esproprio», spiega la presidente del comitato, «demoliranno le case per quattro euro al metro quadro». Oggi scenderanno in strada gli scontenti: «Abbiamo portato a tutti gli organi istituzionali la gravità di ciò che si sta compiendo e ci hanno sempre cacciato come No Tav mentre noi volevamo solo far capire l’errore che stanno commettendo», dice Colalongo, «e cioè che questo progetto scellerato di raddoppio non serve a nulla, non ci sono i numeri dei passeggeri e lo stesso risultato si può ottenere anche adesso ottimizzando i trasporti sull’attuale linea ferroviaria. Alla Regione che ci boccia il progetto di variante chiediamo come faranno a gestire i costi dopo la creazione dell’opera». Il comitato denuncia «lo scempio che si sta mettendo in atto. Questa è solo la prima di una serie di manifestazioni che faremo perché», continua Colalongo, «abbiamo intenzione di andare anche nella Marsica per informare i cittadini in maniera corretta: siamo contro l’opera che tutto è tranne che progresso e opportunità per il territorio. Il Comune di Manoppello deve ancora spiegarci le migliorie che intende apportare mentre noi ci stiamo già muovendo per cercare aiuto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e all’Europa».

