«Oggi sono vecchio, ma nuoto e lavoro»

PESCARA. Ottantaquattro anni da compiere ad aprile, dirigente in diverse Regioni, direttore generale al ministero e della Provincia di Pescara, nonché sindaco di Pescara dal 1993 al ’94, Mario...
PESCARA. Ottantaquattro anni da compiere ad aprile, dirigente in diverse Regioni, direttore generale al ministero e della Provincia di Pescara, nonché sindaco di Pescara dal 1993 al ’94, Mario Collevecchio è tutt’ora docente di materie giuridiche nella Scuola di specializzazione sull'amministrazione pubblica dell'Università degli Studi di Bologna».
Cosa è per lei la vecchiaia? «Grazie ai progressi della medicina e al tenore di vita che è cambiato, la questione età si collega con un aspetto biologico. Le persone hanno un’età anagrafica, un’età biologica e spesso una dell’apparenza. Io dico che fino a 65 anni si è giovani e si sta in piena forma fisica. Poi comincia l’età anziana, che dura fino agli 80 anni. E poi parte la vecchiaia. Io sono vecchio e ci sono arrivato bene, per tre fattori: la fortuna; una vita sana, senza fumo e alcol; e lo sport. Ne ho fatto da ragazzo giocando a basket agonisticamente fino a 25 anni, poi ciclismo e nuoto e ancora oggi faccio nuoto e ginnastica».
Ha avuto una carriera intensa. Oggi come occupa il tempo?
«In pieno. Con l’insegnamento universitario, sono costretto a tenermi aggiornato e quindi passo almeno 3 ore al giorno a casa davanti al computer e poi nello studio professionale con mio figlio. Ho questa abitudine di tenermi allenato anche cerebralmente. Questa è la ricetta».
Qualche rimpianto?
«Ho avuto una vicenda individuale difficile perché sono stato orfano di entrambi i genitori, ma mi sono fatto da me. A 20 anni ero già in Prefettura a lavorare perché avevo vinto un concorso, mentre i miei amici si divertivano. Ho avuto tantissime soddisfazioni e una vita piena».
Si dice che l’Italia è un Paese per vecchi. Pescara?
«Pescara è l’una e l’altra, perché avendo un’identità poco definita riesce a contemplare entrambe le cose. Per le persone anziane consente una vita comoda e felice e per i giovani c’è il divertimento. È una sede ottimale».(m.pa.)

