Ogni giorno 1.500 tamponi Aumentati i posti letto
Rafforzata Terapia intensiva. Parruti: «Le dimissioni stanno superando i ricoveri La diffusione del virus può essere contenuta, ma ognuno deve fare la sua parte»
PESCARA. Oltre millecinquecento tamponi al giorno, 45 nuovi posti letto nel reparto di Medicina e 22 a Geriatria, 143mila dosi di vaccino antinfluenzale ordinati dalla Asl per la campagna 2020-2021, otto medici in più nell'unità operativa complessa di Igiene, epidemiologia e sanità pubblica e cinque neolaureati già operativi nel Covid hospital nel palazzo rosso ex Ivap di via Paolini.
Sono i numeri che testimoniano l'ulteriore, graduale, potenziamento degli organici, della logistica e del personale dell'azienda sanitaria pescarese guidata dal manager Vincenzo Ciamponi, e resi noti dall'infettivologo Giustino Parruti, a capo dell’unità operativa complessa di Malattie infettive dell'ospedale di Pescara e componente della task force della Regione sull’emergenza coronavirus.
Dopo gli annunci rassicuranti del direttore generale Ciamponi, due giorni fa - «siamo a pronti a fronteggiare la doppia emergenza Covid-influenza con un esercito di 90 medici e infermieri» e «abbiamo rafforzato di 37 posti letto la Terapia intensiva e semintensiva» - ecco che arrivano altre novità dal fronte sanitario della Asl di Pescara, che raggruppa anche gli ospedali di Penne e Popoli.
Professor Parruti, qual è la situazione in Terapia intensiva dell'ospedale Covid di Pescara?
«Per quanto riguarda le degenze, fino a sabato avevamo sei pazienti intubati e 44 ordinari, di cui quattro sono stati dimessi. Negli ultimi dieci giorni i pazienti sono raddoppiati da 21 a 44, ma nelle ultime ore 36-48 ore abbiamo avuto una frenata e le dimissioni stanno superando i ricoveri. Degli ultimi 40 ricoverati nessuno è finito in Rianimazione, a testimonianza del fatto che siamo riusciti a controllare le varie insufficienze respiratorie. Ogni giorno, vengono effettuati in ospedale almeno 1500 tamponi che aiutano la diagnosi precoce».
La Terapia intensiva ha aumentato i posti letto.
«Sì, sedici nuovi posti di cui quattro pediatrici e altri 21 in terapia semintensiva dove vengono collocati i pazienti che hanno bisogno di ossigenazione, ma non necessitano di essere intubati. Ulteriori 22 posti letto saranno disposti a Geriatria e creeremo un'altra ala di Medicina, al settimo piano, con 45 posti letto. Nei reparti ampliati come Geriatria non si vedono più da mesi letti nei corridoi né pazienti sulle barelle. La situazione è sotto controllo».
Con quali farmaci vengono trattati i pazienti?
«Proseguiamo le terapie con il Tocilizumab che contribuisce ad allentare i danni polmonari, con il Remdesivir, farmaco antivirale e, il plasma, nei casi più disperati».
Le novità sui vaccini?
«La Asl ha acquistato 143mila dosi, più del doppio dello scorso anno. Le prime 34mila sono state distribuite ai medici di base, il resto arriverà a novembre. L'organico dell'unità di Igiene ed Epidemiologia è stata rinforzata di otto medici, così come l'ospedale Covid di 5 neo laureati».
Come gestire la paura del contagio?
«E' l'irresponsabilità di ciascuno che deve far paura. Sono assolutamente convinto che ognuno di noi ha la possibilità di fermare questa emergenza, con i giusti comportamenti. Neppure per noi medici è facile evitare i contagi in corsia. Personalmente, ho cercato sempre di non distrarmi, ho indossato i dispositivi di protezione in maniera corretta e rispettato il distanziamento per quanto possibile. Finora, ce l'abbiamo fatta».
Ne usciremo?
«Sì, se la ragionevolezza della cittadinanza sarà forte. Ho fiducia nella comunità, la diffusione del virus è contenibile, ma ognuno deve fare la sua parte. Sempre».
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