Olivieri compie 60 anni «La mia vita? Una risata»

4 Agosto 2019

Il cabarettista invita i fans a partecipare alla sua festa, il 7 agosto all’Aurum Sul palco, tra gag e immagini, il racconto di oltre 40 anni di carriera in tv e radio

PESCARA. Cari pescaresi, con questo spettacolo vi racconto la mia vita, gli amori, i due matrimoni, gli amici, i vip che hanno incrociato il mio cammino professionale, tra cui Simona Ventura, Pamela Prati, Gigi Sabani, le lacrime che ho versato, perché anch’io mi commuovo e piango, anche se poi mi sbellico alle mie stesse battute. Vi racconto la mia vena ironica e comica che nasce osservando i vostri difetti. Io ve li sbatto in faccia dai palchi i vostri difetti e voi ridete. Ridete a crepapelle e non vi arrabbiate mai perché sapete che vi voglio bene. E, credetemi, se vi dico che le risate sono terapeutiche, fanno bene all’umore e alla salute. Lo sostengono anche i medici. Ma ho bisogno di voi, dei vostri applausi, del vostro amore. Perché io vi amo. Amo la mia città e amo i pescaresi che ricambiano con affetto e affollano i miei spettacoli da più di 40 anni, tra radio, tv, monologhi e sketch in piazza, i format esilaranti, Roba da matti, Zorro dove serve corro, Tele dico io e Ingarrage, che «anticipavano i tempi di Striscia la Notizia e Uomini e donne».
Vincenzo Olivieri compie 60 anni. E questo sarebbe il testo di una lettera ideale che l’istrionico showman pescarese potrebbe inviare a tutti i suoi fans. Invece li invita direttamente all’Aurum il prossimo 7 agosto, alle 21, nel piazzale Michelucci, allo spettacolo evento “Sei volte 10” (costo del biglietto 25 euro, distribuzione circuito Ciao ticket), costruito come se fosse una pièce teatrale, per festeggiare insieme il compleanno e sganasciarsi dal ridere.
Ma sarà anche una occasione benefica: parte del ricavato sarà devoluto all’associazione “Hope ’N Arts”, fondata da Olivieri, per l’acquisto di un ecografo oncologico da donare al reparto pediatrico dell’ospedale pescarese. Nel biglietto è inclusa anche una consumazione al bar , «come si usava al mitico Balena Bianca» di Città Sant’Angelo dove Olivieri è stato direttore artistico negli anni d’oro 1992-2000. Ci saranno anche momenti intensi, commoventi, strappalacrime. E quella torta, che farà parte del finale a sorpresa. Con lui, sul palco, i compagni di viaggio di una lunga carriera gli attori Marco Papa, Tiziana Di Tonno (indimenticabili le gag degli anni ’80 su radio Parsifal, Onda Bahia, Mela, TeleAbruzzo, Tvq), Milo Vallone («che nella fiction teatrale rimetterà in ordine i fogli della mia vita») i musicisti Danny Manzo, ex batterista di Drupi e Michele Zarrillo, Angelo Trabucco (tastiera), Marcello Pagliaricci (piano), Roberto Pace (basso), Giulio Galli (chitarra), e il piccolo Nicolas Palladini, guest star di 10 anni, l’editing Francesco Sarmiento. Una «missione più che un lavoro» quello del trascinatore di folle, iniziata da bimbetto «quando il mio pubblico erano i compagni di scuola dove mamma andava per conoscere i miei voti, invece i professori le dicevano: che battute fantastiche fa suo figlio».Nato il 7 agosto 1959, vissuto in viale Marconi a Porta Nuova con i genitori Teobaldo (per tutti Aldo) e Leda Di Cintio, 88 e 92 anni, residente a Montesilvano colle con la moglie manager Barbara Paolone (sposati da Guerino Testa nel 2006) e padre di Davide, 24 anni, nato dal suo primo matrimonio, studi alla elementare di via Italica, media Antonelli e Manthoné, Olivieri si racconterà per più di due ore.
Per svelare cosa?
Anche la vita privata, gli inediti, tra video, immagini, le passioni per i viaggi, l’astronomia perché mi piace guardare le stelle col telescopio, l’aeronautica con i trascorsi da aviere all’aeroporto, le bacchettate sulle mani che prendevo a scuola dal maestro Valentini, i cazziatoni di papà Aldo elettrauto che non voleva facessi questo mestiere. L’inizio nel 1978, a 19 anni mi diceva: «Chi vi fa’ lu scem alla radio?», ma oggi è il primo fan. Per 10-15 anni ho lavorato con lui, in ufficio, mentre facevo spettacoli e radio, ma non volevo diventare «nu ragiunir scuppate».
Quindi, la svolta.
Nel 1992 diventai direttore artistico del Balena Bianca,dal titolare Natalino Zama ebbi un contratto importante. Lasciai l’ufficio di mio padre, “cià sant, come si inkazzò”, l’incontro con tanti jazzisti di fama, la Ventura, Prati, Miriana Trevisan, feci “Piacere Rai Uno” con Gigi Sabani, negli anni ’70 “Poker d’assi” con Enrico Rocchi, il maestro Solaris ed Elia Iezzi che mi portò a Roma con Roberto Pedicini per farmi diventare doppiatore. Papà non volle mandarmi nella capitale, una occasione persa, un rimpianto. E oggi su Rete 8 gli show “Roba da matti” e “Giro giro tanto” con Elena Di Bacco. Questo dell’Aurum sarà un viaggio dell’anima che si intreccerà con le vicende della storia italiana.
I comici a cui si ispira?
Enrico Brignano, Enrico Montesano e Cochi e Renato. Come sono i pescaresi?
Modaioli e un “po’ cuscì”, ma li amo.
Il sogno della vita?
Dirigere una televisione locale.