Olivieri fa don Matteo e celebra le nozze

Lo showman arriva in bici come il protagonista della fiction e suggella il “sì” dell’ex batterista di Drupi, Danny Manzo
PESCARA. Danny e Giulia oggi sposi con lo showman Vincenzo Oliveri che arriva all’Aurum sfrecciando in sella a una bici e vestito da don Matteo. Poi, per un attimo, ma solo per un attimo, diventa serio e indossa la fascia tricolore per celebrare il matrimonio della coppia di amici. Una cerimonia esilarante che nessuno degli ospiti , arrivati anche dalla Basilicata, terra della sposa, si sarebbe mai aspettato. Con lo sposo costretto dal comico, tra le risate , «a ripetere il sì perché non si è sentito». È accaduto ieri pomeriggio alle 18.30, nella sala degli Alambicchi.
Danny Manzo, 53 anni, docente di musica ed ex batterista di Drupi e Giulia Lorubbio, originaria di Montalbano Ionico, provincia di Matera, si sono detti «sì, lo voglio» davanti a Oliveri, celebrante «per desiderio del mio amico Danny», spiega lo showman pescarese, «che un giorno mi hai chiesto: mi vuoi sposare? Mi è preso un colpo, poi ho capito. Ho potuto celebrare grazie ad una legge che permette di officiare il rito su delega del sindaco». Officiante civile, precisa «e non ufficiale giudiziario altrimenti mi sarei tolto tante soddisfazioni», va a raffica come durante gli spettacoli seguiti da folle adoranti. L’ultimo alla Nave di Cascella durante la Notte Bianca di sabato scorso e il prossimo “50 anni e non sentirli” il 23 agosto al teatro D’Annunzio, ore 21. Quindi, scherza ma non troppo, Oliveri, accompagnato dalla moglie Barbara Paolone «sono pronto a sposare altre coppie se me lo chiederanno. Magari diventerà il mio prossimo lavoro. Organizzerò cerimonie di divorzio con gli sposi che restituiscono l’anello al prete e gli invitati che vomitano il pranzo ». Perché vestito da don Matteo, come il personaggio della nota serie televisiva interpretata da Terence Hill? «Gli sposi sapevano che avrei fatto loro una sorpresa, al rito civile ho voluto dare un tocco religioso con tanto di sigla musicale di sottofondo» durante lo spettacolare ingresso all’Aurum. Il mantello «è quello riciclato per Zorro e la coppoletta usata per altri spettacoli». Emozionato? «Tantissimo. Avevo paura di sbagliare tra leggi e codici, abituato alle platee infinite, temevo gaffe. Poi mi sono sciolto e siamo passati alle tempistiche da cabaret». Quindi cena e festa a Città Sant’Angelo.

