Oltre 13mila mascherine consegnate in un giorno

Il Comune ha avviato ieri il porta a porta con 30 volontari della Protezione civile Per ogni componente dei nuclei familiari spettano solo due dispositivi protettivi
PESCARA. Sono oltre 13mila le mascherine consegnate ieri porta a porta dai volontari della Protezione civile. Il Comune ha dato così il via alla distribuzione gratuita del primo carico di dispositivi di prevenzione ai cittadini che ne hanno fatto richiesta compilando nei giorni scorsi la domanda online sul sito dell’ente. Un lavoro mastodontico che impegnerà le associazioni di volontariato impiegate per questo tipo di servizio per almeno venti giorni, perché non tutti i dispositivi sono già disponibili. Le mascherine messe a disposizione della Regione sono circa 45mila. Ma ne sono in arrivo altre 30mila dalla Cina, più ulteriori 15mila acquistate direttamente dall’ente. Oltre a queste, ne sono state già distribuite 10mila alle istituzioni religiose e alle associazioni che operano nel sociale.
Le famiglie che hanno presentato la domanda al Comune sono oltre 20mila. Un numero considerevole che non ha spaventato il sindaco Carlo Masci, il quale ha dato disposizioni alla Protezione civile, guidata dall’assessore Eugenio Seccia e dal responsabile Giovanni D’Alessandro, di effettuare lo stesso le consegne a domicilio delle famiglie. La distribuzione, avviata ieri, riguarda innanzitutto i quartieri periferici, ossia San Donato, Villa del Fuoco e Zanni, dopodiché si passerà al resto della città.
Ma il lavoro dei volontari, seppure complicato, sembra procedere a pieno ritmo. Tanto è vero che è stato consegnato già più di un quarto del primo stock di mascherine. Tuttavia, ieri si è saputo che ogni componente di un nucleo familiare che ha presentato domanda riceverà solo due mascherine. E da quest’ultimo dato è nata una polemica scoppiata lunedì scorso, durante la seduta della commissione Vigilanza e controllo, presieduta da Piero Giampietro, dedicata esclusivamente alla questione della consegna delle mascherine. A sollevare critiche e perplessità è stato proprio il presidente Giampietro, che è anche consigliere del Pd. «Ai cittadini viene imposto un iter burocratico lento e di scarsa efficacia per avere mascherine che durano poche ore», ha affermato, «manca del tutto un criterio di priorità tra i cittadini, le mascherine non bastano per tutti, ma non si dice a chi andranno se dovessero arrivare più domande». «È stata decisa», ha aggiunto, «una procedura complessa e ingiusta che avremmo potuto correggere se ci avessero coinvolto nelle scelte. Non necessariamente chi ha più bisogno coincide con chi riesce a fare prima la domanda».
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