Oltre cinquemila casi in un anno

20 Agosto 2017

I dati Inail Abruzzo sugli infortuni e le morti bianche. Centrale è la prevenzione

PESCARA. «Nel 2015 sono state oltre 5 mila le denunce di malattie professionali in Abruzzo, 60 mila in Italia. I settori più a rischio sono agricoltura e edilizia. Nello stesso anno, in tutta la regione si sono registrati quasi 15 mila infortuni, il 5% in meno rispetto al 2014. Nel 2016, a livello nazionale, le denunce di infortunio sono state 642 mila, più 0, 66% rispetto al 2015. Sempre in Italia, le morti sul lavoro sono state 1.286 nel 2015, 1.104 nel 2016, mentre in Abruzzo le morti sono passate da 30 nel 2014 a 39 l'anno successivo, di cui 11 solo sulla strada». Sono i dati resi noti da Nicola Negri, direttore Inail Abruzzo, nel corso del convegno: «La disabilità da evento lavorativo: malattie professionali», che si è tenuto alla Camera di Commercio, promosso da Uil Abruzzo, dipartimento salute, sicurezza e ambiente, con l'obiettivo di far conoscere la reale situazione nella regione, che sulle malattie professionali occupa il quarto posto dopo Toscana, Emilia Romagna e Sardegna.
Ha coordinato i lavori il segretario generale Uil, Michele Lombardo, che ha sottolineato l’importanza prioritari della prevenzione in questo settore. E la prevenzione si fa, ma non tutto funziona al meglio, secondo Gino Pantalone, del dipartimento Salute: «La sorveglianza sanitaria è insufficiente». Teodora Tomassi, dirigente medico della sovrintendenza regionale Inail ha elencato le patologie più denunciate, in particolare quelle muscolo scheletriche, tendiniti, discopatie e osservato che «negli ultimi due decenni, l'aumento degli infortuni si è verificato soprattutto nel settore agricolo».
Analisi condivisa dalla collega Elisa De Leonardis, che ha parlato di cause e nessi tra lavoro e malattia. L'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, ha sottolineato la centralità della prevenzione, ma ha aggiunto che «sono necessarie anche le sanzioni. La Regione ha allargato le tipologie di tumori che registriamo e messo in campo una rete, a partire dai medici, il cui compito è integrare il sistema delle informazioni».
Maria Candida Imburgia, direttore generale Ital Uil nazionale, ha aggiunto che «solo lo 0,06% dei tumori sono riconosciuti a livello nazionale. Serve, quindi, informare».
Mariano Innocenzi, Inail Abruzzo , ha rimarcato l'importanza della comunicazione fra Inail, patronato, onlus, volontariato. Silvana Roseto, segretaria confederale Uil, ha chiuso parlando della importanza di coinvolgere sindacati, enti di ricerca e università, «perché il mondo del lavoro sta cambiando». (c.co.)
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