Oltre trecento in corteo: il sindaco deve ascoltarci

27 Marzo 2022

I punti della protesta: oltre alle 4 corsie, commercio, movida e strada parco

PESCARA. Cori da stadio contro sindaco e assessori al grido “dimettiti”. Fischietti, cartelloni e pettorine per mettere nero su bianco i motivi della protesta. Erano circa 300, ieri mattina, i pescaresi tra commercianti e residenti, giovani e anziani, mamme e nonni con passeggini, associazioni e politici, scesi in strada per manifestare contro l’amministrazione comunale. Promossa come protesta contro la realizzazione delle 4 corsie di viale Marconi, la manifestazione si è tradotta in una mobilitazione su più fronti: dalla strada Parco al commercio in centro, dalla movida di piazza Muzii a quella di Pescara vecchia. Dall'incrocio con viale Pepe, il corteo, fermandosi alle nuove rotatorie ancora transennate, per sottolineare le critiche contro la nuova viabilità, è arrivato a piazza Unione. Da lì una delegazione di una quarantina di persone si è spostata sotto il municipio con l'obiettivo di parlare con l’amministrazione. Ma nessuno li ha ricevuti.
«Questa strada è ormai impossibile da vivere», commenta Gianluca Lattanzio, in prima fila nel corteo, residente su viale Marconi dove ieri, poche ore dopo la sfilata, si è consumato l'ennesimo incidente, con una Smart colpita in una delle rotatorie, da un’auto fuggita. «Viale Marconi è diventata una superstrada dove è pericoloso anche attraversare, fare la spesa o buttare l'immondizia». «Il nostro messaggio è chiaro», afferma Franco Pasetti, del comitato Salviamo Viale Marconi promotore della protesta. «Ma è altrettanto chiara la risposta dell'amministrazione, l'atteggiamento di chi non vuole ascoltare». «Abbiamo scoperto che il dissenso è generale», continua Lucio Marinelli. «Questa amministrazione non ascolta nessuno. Da qui l'idea di creare un tavolo dove tutte le realtà si possano confrontare con delle proposte». «Chiediamo di parlare con l'amministrazione perché le proposte le abbiamo», dicono i gestori dei locali di Pescara vecchia. «Sono due anni che si alternano ordinanze che impongono orari di chiusura proibitivi. Non possiamo programmare, perché non sappiamo tra un mese come saranno gli orari». «Siamo senza parole», aggiunge l'esercente Sara Di Blasio, in strada insieme ai colleghi di piazza Muzii. «Adesso hanno messo i parcheggi a pagamento ovunque, ma li devono pagare anche i ragazzi che vengono a lavorare in centro. L'amministrazione non ascolta».
Pettorine indossate anche dai commercianti del centro di Pescara. «La città non ha più una programmazione seria per il turismo», dice la negoziante Irene Listorti, «con la scusa che non ci sono risorse». «La gente non ha più motivo di venire a Pescara», critica un'altra commerciante, Tina Di Lorenzo. «Tanti negozi sono chiusi, i parcheggi costeranno tantissimo».
A pochi passi, la frangia della strada Parco. «Il corridoio verde creato lungo l'ex tracciato ferroviario», spiega Antonella De Cecco, del comitato Strada parco bene comune, «doveva proseguire su tutta la città, incrementando la mobilità dolce, invece verrà distrutto con un trasporto rapido di massa, non inquinante, ma non nel posto adatto».
Sostegno ai manifestanti anche da centrosinistra e M5S. «Quando la cittadinanza solleva questioni è prova di democrazia», dichiara il senatore Luciano D'Alfonso. «Mi auguro che il Comune apra una riflessione per dare valore a questa spinta di partecipazione». «Togliere i parcheggi significa ammazzare la microimpresa, una scelta politica scellerata. L’appello all’amministrazione è di rivedere il progetto, altrimenti protesta ad oltranza», afferma il consigliere regionale M5S Domenico Pettinari. Solidarietà anche da Sara Marcozzi dei M5S: «Va trovata una soluzione che scongiuri il disastro economico». «Masci fermi i lavori su viale Marconi e ascolti cittadini e commercianti», dicono dal M5s in Comune. «Era da tantissimi anni che le persone non scendevano in piazza per farsi ascoltare», analizza Piero Giampietro, consigliere comunale Pd. «È un fatto grave che deve spingere l'amministrazione a capire che non si può restare fermi». «Ascoltino le voci che vengono dalla piazza» evidenzia il consigliere regionale Pd Silvio Paolucci. «Viale Marconi e Strada Parco sono due facce dello stesso disegno scriteriato imposto ai pescaresi», aggiunge Alessandro Capodicasa, presidente Giovani democratici.