Oma: rischio crac, ma si lavora lo stesso

24 Ottobre 2019

Castiglione: società sull’orlo del fallimento, ma la produzione non si ferma. Marsilio e Febbo incontrano i dipendenti

CASTIGLIONE A CASAURIA. La Oma rischia il fallimento, ma gli operai non scioperano né protestano. Anzi, lavorano. Restano al loro posto. Orgogliosi, dignitosi, padri di famiglia e persone che difficilmente potrebbero trovare un nuovo lavoro a una certa età, portano avanti l'attività produttiva malgrado le difficoltà legate a una forte situazione debitoria che sta attraversando la fabbrica metalmeccanica che fa capo all'imprenditore ed ex presidente di Confindustria Mauro Angelucci.
Ieri le maestranze, 330 unità, hanno ricevuto la visita del presidente della Regione Marco Marsilio e dell'assessore alle Attività produttive Mauro Febbo che hanno portato agli operai «la solidarietà e la vicinanza della Regione» in un momento in cui il tribunale fallimentare di Pescara deve prendere decisioni importanti, meglio se fosse un esercizio provvisorio che traghetterebbe la fabbrica fuori dalle acque agitate e consentirebbe un certo respiro se si potesse garantire la continuità produttiva. La speranza degli operai potrebbero essere due aziende, una abruzzese, la Val di Sangro di Isaia Di Carlo e la Comex di fuori regione, che sarebbero interessate a rilevare la Oma.
Il presidente Marsilio racconta il clima che si respira all'interno dell'azienda, situata tra Torre de' Passeri e Castiglione a Casauria: «Ho visto gli operai consapevoli e composti. Ci hanno detto: stiamo lavorando, non stiamo facendo un presidio, porteremo avanti la produzione». Rileva, Marsilio, che le maestranze, seppur spaventate da un futuro nero, «si stanno facendo carico con grande serietà della sopravvivenza dell'azienda e dell'attività produttiva». Una strategia che potrebbe servire «a mettere in condizioni di chiunque stia pensando di rilevarla, di poterlo fare», ipotizza il governatore, e «anche al tribunale, di capire che c'è una continuità produttiva possibile perché se si fermasse la produzione, scomparirebbe tutto».
La preoccupazione dei lavoratori emerge anche dalle parole dell'assessore Febbo: «Temono di perdere il posto, vogliono notizie dal tribunale, non le abbiamo al momento, ma siamo fiduciosi che si arrivi a un esercizio provvisorio per mantenere la continuità produttiva, noi li abbiamo voluti incontrare per dare loro testimonianza che non sono soli». Febbo rivela di «aver visionato i piani industriali delle due aziende, la Val di Sangro di Isaia di Carlo e la Comex di fuori regione», che si sono fatte avanti per rilevare la fabbrica metalmeccanica. Certo c'è da fare i conti con un debito stellare «26 milioni di euro, pare» e con le decisioni del tribunale fallimentare sollecitato anche dai sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl, che hanno chiesto ai giudici garanzie di continuità. «Ma non sono io a decidere, aspettiamo fiduciosi, c'è un indotto molto forte che dipende dalla Oma», conclude Febbo.