Ombrelloni e sdraio: ecco i prezzi dell’estate

Gli aumenti sono contenuti, l’indagine della Fab Cna lungo la costa
PESCARA. L’estate deve fare i conti con il caro-ombrelloni. A tre giorni dal via della stagione balneare i prezzi medi applicati in Abruzzo sono ben che definiti. Gli aumenti rispetto a un anno fa ci sono, ma non si tratta di salassi. In media i prezzi crescono del 10 per cento, salvo alcune eccezioni. E cambiano da zona a zona, in uno scenario che comunque rientra nel libero mercato.
Abbiamo ascoltato le tre associazioni che rappresentano la categoria delle imprese balneari, Sib Confcommercio, Fiba Confesercenti e Fab Cna. Da quest’ultima inoltre abbiamo preso a modello un’approfondita indagine di mercato sui prezzi medi praticati, per l’intera stagione, lungo la costa abruzzese. I risultati sono pubblicati nella tabella in alto che prende in considerazione 10 località, su un totale di 19, da Martinsicuro a San Salvo, che la Fab ha selezionato.
La tabella riporta i prezzi di ombrelloni, sdraio e lettini in prima fila e nelle file retrostanti, e riserva, là dove sono presenti, una voce a parte per le cosiddette palme che rappresentano il costo più elevato. Tutte le cifre naturalmente sono soggette a variazioni decise dai titolari degli stabilimenti, liberi di applicare sconti oppure aumenti alla propria clientela. Ma la sostanza non cambia: sarà una estate dal caldo torrido ma non cara. In cui prevale il buon senso, dopo gli anni della pandemia, dei rincari di luce e gas e soprattutto dopo la stangata sui canoni demaniali a carico delle imprese balneari, cresciuti di ben il 25 per cento all’inizio del 2023.
Se ciascun titolare di stabilimento avesse voluto applicare aumenti equivalenti alle maggiori spese sostenute, oggi non leggeremmo sulla tabella che una palma, nella sua forma massima di prezzo, quindi nel tratto di Pescara centro, costa al massimo 2.020 euro per l’intera stagione, o un ombrellone in prima fila, con lettino e sdraio, 600 euro. Ma ci sarebbe scritto, nel primo caso, una cifra superiore ai 2.200 euro, forse anche 2.300 euro, e nel secondo non meno di 700 euro. Anche se non si esclude che qualche balneatore lo faccia. «Ma il nostro obiettivo», commenta Giuseppe Susi, della Fiba, «è quello di riempire di turisti gli stabilimenti. E se vuoi davvero farlo devi mantenere gli aumenti molto contenuti altrimenti si rischia di peggiorare la situazione».
È l’estate del buon senso quindi perché «se alzi i prezzi di oltre il 5 o il 10 per cento non affitti gli ombrelloni», dicono dall’associazione che fa capo alla Confesercenti che, comunque, ha scelto di non stilare listini. Soprattutto perché questi dipendono non solo dalla qualità dei servizi offerti ma anche e soprattutto dal luogo che, lungo la costa abruzzese, varia da zona a zona.
Di un listino medio e unico invece si serve la Sib Confcommercio che adotta una diversa scelta riportando prezzi che di fatto risultano calmierati dal 2016, con la precisazione che gli stessi sono comunque suscettibili di lievi aumenti, fino a un passo del 10 per cento.
Entra nel dettaglio, infine, la terza sigla che, con i suoi listini, da affiggere negli stabilimenti associati, rende indubbiamente una maggiore informazione di servizio agli utenti della spiaggia. È come fermarsi davanti alla vetrina di un negozio e trovare esposti i cartellini con i prezzi reali accanto a ciascun oggetto in vendita. «È una indagine che svolgiamo ormai da anni prima di ogni estate, ascoltando i titolari degli stabilimenti associati per stilare infine un bollettino con le cifre medie più esatte possibili», spiegano dalla Fiba. Anche se nella realtà ciascun stabilimento alla fine può fare come gli pare.
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