Ombrelloni in spiaggia ogni 10 metri quadri

17 Maggio 2020

La giunta Marsilio rivede l’ordinanza. Febbo precisa: «Per ora sull’arenile per passeggiate o sport»

PESCARA. Gli assessori Mauro Febbo (Turismo) e Nicola Campitelli (Demanio) hanno preannunciato che ci sarà un’altra ordinanza della Regione per ritoccare le distanze che i balneatori dovranno osservare per piazzare ombrelloni, lettini e sdraio: non più 12 metri quadrati circa come stabilito in Abruzzo, ma 10 metri, così come previsto dal governo Conte dopo il burrascoso braccio di ferro con le Regioni (il primo protocollo Inail imponeva un ombrellone ogni 21 metri quadrati, ndr). Il resto del protocollo per il ritorno sulle spiagge dovrebbe restare invariato: al mare con la prenotazione, attrezzature e superfici igienizzate a ogni cambio utente, giochi di gruppo vietati.
SPIAGGE LIBERE “CHIUSE”. Febbo ricorda che l’ordinanza non prevede la riapertura delle spiagge libere, in attesa dell’apposito decreto di balneazione annuale. «Non si possono portare attrezzature in spiaggia», sottolinea Febbo, «ma l’arenile può essere frequentato solo per passeggiare o fare sport».
PALESTRE E PISCINE. Nel decreto approvato dal consiglio dei ministri vengono stabilite le linee guida per la riapertura anche di palestre e piscine (era stata ipotizzata una ripartenza il prossimo 25 luglio ma c’è stato un ripensamento). La riapertura delle palestre dovrà avvenire «con modalità a corsi, senza contatto fisico interpersonale». I gestori dovranno predisporre, tra le altre cose, una adeguata informazione su tutte le misure di prevenzione da adottare; redigere un programma delle attività il più possibile pianificato (esempio con prenotazione) e regolamentare gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni; mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni; potrà essere rilevata la temperatura corporea agli utenti, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore a 37,5 °; organizzare gli spazi negli spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 1 metro (ad esempio prevedere postazioni d’uso alternate o separate da apposite barriere), anche regolamentando l’accesso agli stessi; regolamentare i flussi, gli spazi di attesa, l’accesso alle varie aree, il posizionamento di attrezzi e macchine, anche delimitando le zone, al fine di garantire la distanza di sicurezza: almeno 2 metri durante l’attività fisica (con particolare attenzione a quella intensa). Regole di distanziamento anche per le piscine. (r.rs.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .