Omessa bonifica a Piano d’Orta: a processo l’ex sindaco e altri tre

Con Silvina Sarra, a giudizio per omissione d’ufficio anche Honorati e Ricordi, della polizia Provinciale e Campea, dirigente del settore Ambiente della Provincia. Parti offese: Comune, Provincia e Ministero
BOLOGNANO. Andranno tutti a processo, il 21 aprile prossimo, i protagonisti della vicenda giudiziaria legata alla omessa bonifica dell’area ex stabilimento Montedison di Piano d’Orta-Bolognano. Sono l’ex sindaca di Bolognano, Silvina Sarra; il dirigente del settore ambiente della Provincia di Pescara, Paolo Campea; e il comandante della polizia provinciale, Giulio Honorati e Antonio Ricordi, responsabile del settore ambiente della Provinciale (assistiti dagli avvocati Sergio Della Rocca, Ugo Di Silvestre, Giulio Di Berardino e Vincenzo Di Girolamo).
Il gup Giovanni De Rensis ieri li ha rinviati tutti a giudizio per omissione di atti d’ufficio mentre la sola Sarra dovrà rispondere anche di omessa bonifica nella sua qualità di ex sindaca. Un procedimento che ha perso per strada alcuni indagati eccellenti, in quanto la loro posizione iniziale è stata stralciata per essere poi archiviata. Parliamo dei vertici Edison con Jean-Bernard Levy (presidente del cda di Edison) e Marc Benayou (ad della stessa società), ma anche del dirigente regionale Franco Gerardini (tirato dentro perché si riteneva che avesse omesso, nel 2010, di inserire il sito denominato comparto “Z” tra quelli potenzialmente contaminati) e Federica Ederle, amministratrice della società Moligean, proprietaria dei terreni acquistati da Edison. Quest’ultima, peraltro, era stata fatta oggetto, nel gennaio 2020, di una ordinanza con la quale il sindaco di Bolognano, Guido Di Bartolomeo, la individuava come responsabile della bonifica, salvo poi fare marcia indietro e annullare in autotutela quella errata ordinanza sindacale, dopo quasi un anno.
Sarra è accusata di aver omesso, «in sostituzione del responsabile dell’inquinamento, le doverose attività di adozione di misure di prevenzione, sicurezza e bonifica sull’area interessata, gravemente contaminata con superamento degli indici di diverse sostanze chimiche» e inoltre avrebbe tenuto una «condotta omissiva non provvedendo alla bonifica dei due siti individuati in sostituzione del responsabile dell'inquinamento». Campea, invece, perché «ometteva di emettere ordinanza per diffidare il responsabile della contaminazione dell’area Comparto “Z” esterna al Sin ex Montedison, nel circondario del Comune di Bolognano, pur indicato», si legge nell’imputazione, «dalla polizia provinciale con relazione del 2015 nella società Edison, ad attuare le necessarie misure di prevenzione e la doverosa bonifica del sito». I due della Provinciale sono coinvolti in quanto, Ricordi «ometteva di compiere le indagini richieste per la individuazione del responsabile della contaminazione delle aree esterne al Sin... limitandosi dapprima a comunicare l’estrema difficoltà e poi falsamente l’impossibilità di individuazione, attività doverosa ed urgente per ragioni di giustizia, igiene e sanità pubblica»: tutto in concorso con il suo comandante Honorati.
Come parti offese vennero individuate il Comune di Bolognano, il ministero dell'Ambiente e la Provincia di Pescara. La vicenda prese le mosse da una denuncia presentata dal Movimento 5 Stelle e da Augusto De Sanctis della Orinitologica Abruzzese. Le indagini, coordinate dal pm Salvatore Campochiaro, vennero invece condotte dai carabinieri forestali.

