Omessa bonifica dell’ex Coin: archiviate le accuse a Paolo Toto

5 Aprile 2023

MANOPPELLO. A un anno dall’apertura del fascicolo, la procura di Pescara chiede e ottiene dal gip l’archiviazione a carico di Paolo Toto, amministratore della Toto Costruzioni Generali spa, finito...

MANOPPELLO. A un anno dall’apertura del fascicolo, la procura di Pescara chiede e ottiene dal gip l’archiviazione a carico di Paolo Toto, amministratore della Toto Costruzioni Generali spa, finito sotto inchiesta per l’omessa bonifica del sito denominato ex Coin di Manoppello, che era stato definito «potenzialmente contaminato». La questione era stata portata all’attenzione della procura indirettamente da Rete Ferroviaria Italiana interessata al progetto del raddoppio del tracciato ferroviario della Pescara-Roma. Quel sito di alcuni ettari di terreno era importante ai fini del progetto, ma Rfi era venuta a conoscenza dell’iscrizione di quel sito potenzialmente contaminato dall’anagrafe dei siti inquinati della Regione Abruzzo e aveva scritto agli enti per avere notizie, ma senza risposte. E dunque Rfi decise di procedere con un accesso agli atti che ha messo in moto l’inchiesta.
Ma lo stesso gruppo Toto (assistito dall’avvocato Augusto La Morgia) nel 2009 aveva segnalato la potenziale contaminazione del sito, e anche in quel caso nessuno fornì risposte. Così il pm Luca Sciarretta, a maggio dello scorso anno, ha mandato i carabinieri forestali ad acquisire documenti in merito, al Comune di Manoppello e all’Arta, per capire lo stato degli atti. Ma la difesa di Toto aveva già documentato al pm l’estraneità del gruppo Toto alle contestazioni di mancata bonifica. La procura, nel chiedere al gip l’archiviazione, scrive che «gli elementi acquisiti non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio nei confronti dell’indagato, atteso che dalla documentazione si evince che la società legalmente rappresentata dall’indagato non ha mai avuto il possesso fisico dell’area interessata dalla potenziale contaminazione segnalata nel lontano 2009, né è stata mai individuata come soggetto inquinatore dell’area, ragioni per le quali», prosegue il pm, «sembra da escludere, allo stato, qualsiasi responsabilità relativamente alla omessa bonifica del sito».
E poi il magistrato scende nei dettagli più tecnici: «Peraltro già la configurazione astratta del reato appare nel caso di specie problematica, atteso che, non essendo stata effettuata la caratterizzazione del sito e non essendo state esperite dall’Arta attività di prelievo e di analisi successivamente al 2009, si è in presenza di un caso isolato di superamento dei valori Csc (concentrazioni soglie di contaminazione)». E quindi, condividendo le argomentazioni della procura, il gip Giovanni de Rensis ha firmato l'archiviazione del procedimento per Paolo Toto.(m.cir.)