Omicidio Bucco, alle 14 l’ultima telefonata

Operaio ucciso in via Leopardi, l’orario della morte fissato nel primo pomeriggio Nessun testimone lo ha visto dopo quell’ora e sul cellulare non risultano contatti
PESCARA. Nessuno lo ha sentito, nessuno lo ha visto dopo le 14 di mercoledì scorso. Nessuno sa cosa abbia fatto Nicola Bucco fino al momento in cui il suo assassino lo ha sorpreso in casa e accoltellato a morte. Un momento che è stato fissato approssimativamente tra le 14 e le 16 di mercoledì. Intanto, nell’attesa dei rilievi scientifici che verranno effettuati la prossima settimana dal Gabinetto interregionale di Ancona, gli uomini della Mobile di Pierfrancesco Muriana stanno continuando a scavare nella cerchia più vicina alla vittima: parenti, amici, gente che Bucco frequentava assiduamente.
Al momento l’ipotesi più accreditata è che Nicola Bucco conoscesse il suo assassino, che gli abbia aperto la porta e lo abbia fatto entrare in casa. Sulla porta dell’appartamento al piano terra di via Leopardi, infatti, non ci sono segni di effrazione. Bucco, poi, è stato aggredito all’interno dell’appartamento, non sulla soglia, quindi l’assassino ha anche fatto alcuni passi all’interno della casa senza che la vittima si difendesse in alcun modo, tanto che l’autopsia non ha rilevato ferite sulle braccia o sulle mani.
Ma a che ora è successo tutto questo? Le analisi al momento hanno soltanto ristretto il campo a un orario che va dalle 14 alle 16 di mercoledì. Il corpo è stato trovato dal coinquilino di Bucco, Vittorio Massacesi, poco prima delle 17. Massacesi ha riferito alla polizia che quando è entrato in casa c’era un pentolino sul fuoco e il rubinetto dell’acqua era aperto e di essere stato lui a spegnere il gas e chiudere il rubinetto. Il che farebbe pensare che Bucco stava cucinando qualcosa quando l’assassino ha suonato alla porta.
Bucco stesso intorno alle 14 aveva detto al telefono a un amico che stava per cucinare qualcosa e che poi si sarebbero visti. Lo ha fatto davvero e quindi l’ora dell’omicidio si può fissare a ridosso delle 14 oppure ha avuto altro da fare, magari discutere con qualcuno, e quindi il pentolino è finito sul fuoco molto più tardi? È stato Bucco a mettercelo o qualcun altro? Di certo c’è che dopo le 14 il telefono cellulare di Bucco tace. Lui non chiama e nessuno lo cerca. Cosa stava succedendo nel frattempo lo sa soltanto l’assassino.
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