Omicidio Neri, ascoltato anche lo zio

24 Aprile 2018

Camillo Lamaletto per un’ora e mezza davanti al magistrato. Resta in piedi la pista dei soldi

PESCARA. Nelle indagini dell’omicidio di Alessandro Neri la pista familiare era già stata accantonata da tempo dagli investigatori, ma il cerchio andava chiuso e così è stato. Dopo Gaetano junior Lamaletto, ieri pomeriggio in Procura è stato il turno del padre del giovane imprenditore, Camillo Lamaletto. Lo zio di Alessandro Neri, e fratello della madre di quest’ultimo, è stato ascoltato per circa un’ora e mezza ieri pomeriggio dal pm Valentina D’Agostino. Accompagnato dagli avvocati Vincenzo Di Girolamo e Canio Salese, l’imprenditore, che vive in Venezuela, ha ricostruito i rapporti familiari. In particolare, ha parlato dei rapporti con la sorella Laura, confermando i dissapori per questioni societarie relative alla gestione dell’azienda vitivinicola di famiglia. Ad una precisa domanda del magistrato, inoltre, Lamaletto ha risposto di avere visto per l’ultima volta il nipote molto tempo fa, quando sua madre, nonna del ragazzo ucciso, era stata ricoverata in ospedale. Sabato scorso, in Procura, era stato ascoltato il figlio di Camillo, Gaetano Lamaletto: il giovane aveva smentito di avere avuto litigi con il cugino Alessandro, ha spiegato che il volo aereo con il quale era tornato in Venezuela subito dopo la morte del cugino, era stato prenotato con largo anticipo e ha affermato di non essere a conoscenza delle amicizie frequentate da Alessandro. A circa un mese e mezzo dall’omicidio, non ci sono indagati per la morte del ragazzo. Nei giorni successivi al delitto erano state sequestrate due auto della famiglia Lamaletto, ma la pista familiare è definitivamente tramontata. Piuttosto, i carabinieri del Nucleo investigativo diretto dal maggiore Massimiliano Di Pietro continuano a lavorare sui rapporti del 29enne con la criminalità locale. La pista privilegiata resta quella dei soldi e su questo stanno riascoltando diverse persone.
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