Omicron, 25 casi sospetti Stuppia: ne avremo decine

21 Dicembre 2021

Soprattutto tra Chieti e Pescara, tre anche nell’Aquilano. Nessuno a Teramo 

La variante Omicron avanza in Abruzzo. Sono almeno 25 i casi sospetti individuati tra giovedì – giorno della prima segnalazione in regione – e ieri sera.
Più di 20 solo tra Chietino – da dove proviene anche il primo e unico caso finora confermato – e Pescarese: «Ormai ne troviamo qualcuno in ogni gruppo di tamponi che riceviamo dalle Asl», dice il direttore del laboratorio di Genetica molecolare dell’Università D’Annunzio Liborio Stuppia che analizza i campioni delle due province, secondo cui «nelle prossime ore ne avremo decine, perché la crescita è costante anche se devo dire più lenta di quello che ci aspettavamo». È partito ieri anche il sequenziamento genetico dei primi casi sospetti, i cui risultati sono attesi per oggi o domani al massimo. «Solo a quel punto avremo il numero ufficiale dei casi di Omicron nelle due province e potremo cominciare a ragionare veramente su come e quanto si sta diffondendo la variante», aggiunge il genetista Stuppia.
Ma la variante originaria del Sudafrica avanza anche territorialmente, visto che ieri sembra essere sbarcata anche nell’Aquilano. Qui sono stati scovati 3 casi sospetti. Anche questi non sono confermati. Sarà probabilmente l’Istituto Zooprofilattico di Teramo a procedere con il sequenziamento genetico di conferma.
Nel frattempo le autorità sanitarie locali smentiscono casi sospetti anche nel Teramano, che resta quindi l’unica provincia abruzzese, per ora, in cui la Omicron non si è ancora manifestata.
le contromisure
del governO
I due laboratori abruzzesi – quello universitario di Stuppia e quello delll’IZS teramano diretto da Nicola D’Alterio – nei prossimi giorni dovranno comunicare i dati sulla variante sudafricana al Governo. Il 23, infatti, la cabina di regia convocata dal premier Mario Draghi si baserà proprio sui numeri della diffusione della Omicron per decidere se e quali restrizioni introdurre durante il periodo clou delle feste natalizie e di fine anno per limitare il contagio dal virus. Tra le ipotesi al vaglio ci sono anche la possibile reintroduzione del coprifuoco serale, l’obbligo vaccinale e della mascherina all’aperto, il tampone per tutti in caso di eventi, la riduzione della durata del Green pass e la certificazione verde anti-Covid anche per gli studenti.
Omicron infatti fa paura, perché sta dimostrando di poter contagiare molto più della variante Delta attualmente dominante. In particolare, a impressionare sono i numeri del Regno Unito, dove ieri i casi Omicron accertati sono stati 45mila. Meno di cento, seppure in crescita, quelli in Italia.
COSA SAPPIAMO
DEL LA VARIANTE
I primi studi preliminari britannici sull’efficacia dei vaccini forse spiegano il perché di questa impennata nel Regno Unito: il vaccino Astrazeneca – prevalentemente utilizzato in UK – al pari di quello Johnson Johnson sarebbe meno efficace contro la variante Omicron, rispetto a quelli a mRna, cioè Pfizer e Moderna. Per gli ultimi due la terza dose garantirebbe un’ampia copertura, anche se inferiore a quella che offrono nei confronti della variante Delta.
«Questi dati devono però essere presi con estrema cautela, perché si tratta di semplici stime basate su prove in laboratorio o su microcampioni e in molti casi i risultati sono discordanti fra loro», spiega Lamberto Manzoli, esperto abruzzese, professore ordinario di Epidemiologia, Igiene e Sanità Pubblica presso l'Università di Bologna, secondo cui «in generale si stima una efficacia del 70% dei vaccini contro Omicron. Quello che possiamo dire è che sicuramente il vaccino offre una protezione contro questa variante, che probabilmente è alta. E possiamo dire anche che chi non è vaccinato adesso rischia ancora di più». Continua l’epidemiologo: «La Omicron sembra infatti molto più contagiosa della variante Delta e senza dubbio la soppianterà sul territorio. Si sta mostrando anche meno letale in termini statistici, ma bisogna fare attenzione: esporrà comunque i no vax a molti più rischi. Essere vaccinati è fondamentale ora più che mai».
Manzoli lancia quindi un timido segnale di ottimismo in questo momento di forti timori per l’evoluzione della pandemia: «Le varianti Delta e Alfa rappresentavano anomalie. Con la variante Omicron, invece, il virus sembra aver imboccato un percorso di evoluzione classico dei coronavirus: per sopravvivere esso stesso, il virus si seleziona in modo da risultare sempre più contagioso e meno letale, appunto. Speriamo di non vedere altre varianti anomale in grado di invertire il percorso verso l’uscita dall’emergenza».
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