Omicron fa schizzare i contagi In intensiva anche tre neonati

Sono 7.111 in appena tre giorni i nuovi positivi. A Pescara il caso choc dei bimbi con il Covid
Tre neonati positivi ricoverati in terapia intensiva. Parte dall’ospedale di Pescara l’allarme per le possibili conseguenze sui più piccoli della variante Omicron e dell’impennata di contagi che questa sta provocando da alcuni giorni. I ricoveri dei neonati per Covid finora erano infatti molto rari in Italia e non si erano mai registrati casi in Abruzzo.
I tre neonati hanno meno di 30 giorni di vita. Il più piccolo, venuto al mondo già con il Covid, è entrato in ospedale a 4 giorni dalla nascita: la madre è risultata positiva subito dopo il parto. È stato dimesso nei giorni scorsi. Gli altri invece sono ancora sottoposti a terapia ventilatoria, uno ad alti flussi tramite una cannula. Sono arrivati in pronto soccorso con difficoltà respiratorie e febbre molto alta, accompagnati dai genitori positivi. Ha ancora una forte polmonite interstiziale un quarto bimbo di nove mesi ricoverato. Ad assisterli è il personale sanitario del reparto di Terapia intensiva neonatale, che sta facendo di tutto per evitare che si arrivi alla necessità di doverli intubare.
È quindi su una delle fasce di età più fragili della popolazione e senza alcuna copertura vaccinale che la variante Omicron mostra i suoi primi effetti, dopo aver fatto schizzare in alto il numero dei contagi a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno. Solo dal primo gennaio a ieri, i nuovi positivi in Abruzzo sono stati 7.111. Il numero degli attualmente positivi è volato quindi verso il nuovo record di 23.703.
Più colpita di tutte è la provincia di Chieti, dove due settimane fa è comparso il primo caso della contagiosissima variante sudafricana Omicron, mentre tra i comuni è ancora Pescara quella con più casi recenti. In generale è l’area metropolitana pescarese il centro del contagio in regione, con numeri alti anche negli altri capoluoghi. L’Aquilano rappresenta un’eccezione: solo 790 casi in tre giorni, quasi un decimo del totale. E poi c’è il caso del piccolo borgo di Liscia, che negli ultimi tre giorni ha visto infettarsi il 3,4% della popolazione.
A scuole chiuse, però, non sono più gli alunni e gli studenti i più contagiati di tutti: il record da inizio anno è infatti dei ventenni, cioè quelli che più frequentano i luoghi della movida.
LA MAPPA
DEL CONTAGIO
L’impennata di contagi dovuta alla variante Omicron ha colpito soprattutto la provincia di Chieti: 2.396 contagi dal primo al 3 gennaio. Poi il Pescarese con 1.792 e il Teramano con 1.786. Staccato di molto L’Aquilano: 790 nuovi positivi nei primi tre giorni dell’anno.
Il dettaglio dei casi nei comuni, però mostra come il virus stia correndo soprattutto nell’area metropolitana. Pescara svetta infatti ancora su tutti le altre città con ben 749 casi in soli tre giorni. Lontana Teramo, al secondo posto con 346. Al terzo, invece, Montesilvano con 338. Sopra i cento casi i maggiori centri del Chietino e del Teramano, ma anche il capoluogo abruzzese: Vasto con 245 casi, Chieti con 225, Lanciano e L’Aquila con 197, Ortona e Roseto degli Abruzzi con 175, Francavilla al Mare con 162, Giulianova con 150, Spoltore con 117 e San Giovanni Teatino con 106. Discorso a parte deve essere fatto per Avezzano e Sulmona, che hanno rispettivamente 87 e 56 casi: pochi rispetto alle altre città abruzzesi, anche per questo l’Aquilano risulta la provincia meno colpita.
Nel Chietino si deve invece segnalare il caso record del piccolo comune di Liscia: in tre giorni si è contagiato il 3,4% della popolazione del borgo, cioè 23 persone sui 668 abitanti indicati dalle più recenti stime Istat. Nessun comune abruzzese dall’inizio dell’anno ha visto numeri del genere.
più colpiti
i ventenni
Per mesi il virus ha dimostrato di correre soprattutto nelle scuole, invece ora corre soprattutto nella movida. Con le scuole chiuse per le festività natalizie, infatti, non sono più i giovanissimi i più contagiati, ma i ventenni: ben 1.476 abruzzesi tra 20 e 29 anni si è positivizzato nei primi tre giorni dell’anno, nonostante questa sia una delle fasce di età che più ha partecipato alla campagna di vaccinazione contro il Covid. Conferma, questa, che il vaccino, pur proteggendo da forme gravi della malattia, non riesce a frenare totalmente il contagio.
Poi vengono le fasce della piena età lavorativa: 1.154 sono i positivi registrati tra i quarantenni abruzzesi, 1.063 quelli tra i cinquantenni e 1.041 quelli tra i trentenni.
Solo a seguire arrivano i giovanissimi: sono 810 gli adolescenti tra 12 e 19 anni contagiati nei primi tre giorni del 2022 e sono 620 gli under 12, cioè quelli non ancora vaccinati.
Ultimi i sessantenni con 508 casi dal primo gennaio, i settantenni con 305 e gli ultraottantenni con 134.

