Oncologia, troppi malati «Andate al day hospital»

17 Aprile 2018

Nelle ultime due settimane, sovraffollamento di ricoverati in reparto  Appello del primario Garufi: «Non presentatevi al pronto soccorso»

PESCARA. Oncologia scoppia. Il reparto di degenza, al quinto piano ala est dell'ospedale, in questo periodo è strapieno. Ogni giorno, nelle ultime due settimane, registra almeno una decina di accessi in più rispetto ai 21 posti letto ordinari. Sono pazienti che si rivolgono per le cure al pronto soccorso, pur avendo a disposizione un day hospital aperto, sullo stesso piano, dalle 8 alle 18 con 16 poltrone per fare le terapie e 5 posti letto.
Da questa situazione critica, emergono due appelli lanciati da Carlo Garufi, dal primo luglio 2015 direttore dell'Unità oncologica. Uno è rivolto ai pazienti: «Non andate al pronto soccorso, ma recatevi direttamente al day hospital per le cure». E l'altro è diretto all’azienda sanitaria: «Potenziate il servizio di cure palliative a domicilio».
I malati in esubero ricevono le cure in corridoio, comprese quelle igieniche. Qualcuno rimane senza comodino per poggiare le proprie cose e per fare colazione. La stanza del trucco e parrucco delle pazienti in chemio è rimasta aperta un solo giorno, un anno fa. Poi è stata trasformata in sala degenza perché urge spazio.
Ogni giorno tanti pazienti, molti con ricovero programmato o terminali, che stanno meglio vengono dimessi per fare spazio a chi sta più male. Sono persone che soffrono di diverse patologie tumorali: mammella, polmoni, gastroenteriche, melanomi, testa- collo, testicoli, colon, ginecologiche. Arrivano da tutta la regione, molti dal chietino. Tempo qualche ora, o un paio di giorni, però, il dolore si riacutizza e i malati rientrano direttamente dal pronto soccorso. Ci sono pazienti che si ricoverano anche dieci volte in 365 giorni. Le cure diventano una gara contro il tempo, perché alcuni entrano ed escono più volte al mese in un reparto spesso sovrappopolato. In un anno i ricoveri possono superare le mille unità. Anche duemila. Nel 2016 erano 1013, 925 nel 2017, 322 dall'inizio dell'anno. E ogni paziente oncologico costa alla Asl circa mille euro al giorno.
Una situazione di periodica emergenza che riguarda i pazienti e che causa disagi a familiari e personale medico - infermieristico sempre sotto pressione. Attualmente l'organico è composto da 8 medici, 12 infermieri e 4 operatori socio sanitari. Ma è ancora carente e alcune unità saranno prelevate dalle nuove assunzioni annunciate dalla Asl.
Una condizione non piacevole neppure per i sanitari, vedere gente in corridoio. «Mi fa male, una stretta al cuore che mi fa vergognare», dice Garufi rammaricato, «a chi fa piacere stare in simili condizioni? A noi no, ma gli operatori fanno tutto il possibile per lenire i disagi dei piazienti».
Dunque, che fare? «lI 50 per cento dei malati è allettato, servono ancora 2 infermieri, 1 Oss in reparto e uno in day hospital. Li chiederemo con le nuove assunzioni. Ma il vero problema», analizza Garufi, «è non arrivare all’urgenza. Vorrei sollecitare i pazienti a rivolgersi al day hospital, aperto dalle 8 alle 18. Hanno questa possibilità. Perché, se si rivolgono al pronto soccorso, aspettano il loro turno e poi vengono inviati in reparto. E nel frattempo le liste di attesa si allungano». L'altro appello del primario è rivolto ai vertici della Asl che l'anno scorso avevano promesso l'ampliamento ai piani alti dell'hospice che ospita una decina di posti letto per malati terminali. In attesa che ciò avvenga, Garufi ritiene che la strada maestra da seguire sia « il potenzialmento dei servizi di cure pallative a domicilio, con altro personale dedicato sul territorio».
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