Oneri urbanistici, il conto sale: 5 milioni

4 Agosto 2015

Potrebbe allungarsi la lista delle imprese in debito con il Comune. In corso accertamenti sul Pp1 della D’Andrea Costruzioni

MONTESILVANO. Potrebbe arrivare a quota cinque milioni di euro l’importo complessivo dei crediti vantati dall’amministrazione comunale di Montesilvano, relativo al mancato pagamento di una lunga serie di oneri concessori.

All’indomani dell’annuncio, da parte dell’assessore all’Urbanistica Leo Brocchi, dell’invio di una trentina di decreti ingiuntivi ad altrettanti costruttori morosi, per una somma che si aggira intorno ai 3 milioni di euro, a far lievitare le somme che il Comune dovrebbe incassare potrebbero essere ben due milioni di euro relativi alla zona più nuova e strategica della città. Si tratta del Pp1 (piano particolareggiato 1), il quartiere più a nord della costa montesilvanese, realizzato prevalentemente dalla ditta di costruzioni D’Andrea e che, da anni, è in attesa di essere completato.

Secondo i primi accertamenti eseguiti da un team composto da tre ingegneri, che per conto del Comune sta verificando la realizzazione di tutte le opere di urbanizzazione previste, mancherebbero all’appello interventi per un valore di circa due milioni di euro. Se le stime fossero confermate, quindi, salirebbero a quota 5 milioni di euro i crediti vantanti dall’ente.

«Per il momento, abbiamo la certezza soltanto sui 3 milioni di euro», puntualizza l’assessore Brocchi, «che sono la risultante dei costi di costruzione e degli oneri di urbanizzazione non pagati, come pure di opere di urbanizzazione mai realizzate o non collaudabili. E nell’elenco non figurano tutte le imprese che nel frattempo sono fallite».

Quanto ai tempi di realizzazione della manovra, annunciata esattamente un anno fa ma concretizzata soltanto in questi giorni con l’invio delle notifiche dei decreti ingiuntivi, Brocchi chiarisce che, «purtroppo, i tempi lunghi non dipendono dall’amministrazione Maragno quanto dalla macchina amministrativa di Montesilvano che procede con il freno a mano tirato».

Intanto, però, a dirsi scettico sull’operazione “recupero crediti” della lobby del cemento è il consigliere comunale di Rievoluzione Anthony Aliano. «Ma davvero c'è qualcuno che non ha ancora capito» si chiede Aliano «che questa trovata delle ingiunzioni è solo un espediente tecnico finalizzato a far quadrare il bilancio di previsione sulla carta? Vi anticipo», prosegue il consigliere di Rievoluzione, «che al 30 settembre, quando dovremo fare i conti con la cassa, prenderemo atto che neppure un euro dei tre milioni dichiarati sarà stato recuperato, tant’è che il sindaco provvederà a chiedere al Consiglio di optare per il predissesto o, addirittura, per il dissesto realizzando così il suo sogno nel cassetto: sgravarsi da ogni responsabilità mascherando la sua incapacità».

Secondo Aliano, «l'unica vera battaglia per la città sarebbe quella di incidere in modo determinato sulle assurde convenzioni esistenti, imponendo che le opere di urbanizzazione siano ultimate con celerità e recuperare, inoltre, gli oneri non impiegati ed evasi».

Sul caso interviene anche il coordinatore cittadino di Sel, Sergio Sergi, per ricordare come la giunta del sindaco Di Mattia fosse già al lavoro sul recupero degli oneri concessori prima della caduta. «Se solo il centrosinistra avesse sostenuto “l´operazione verità” avviata con il nostro supporto», sottolinea Sergi, «oggi sarebbe ancora al governo della città. I 4 milioni (secondo nostre stime) di crediti vantati dall’ente sono frutto di un’analisi portata avanti dall'amministrazione Di Mattia», aggiunge, «6 mesi prima del tradimento, con tanto di incarico legale».

Sergi pone poi una serie di quesiti: come mai l´amministrazione Maragno riprende il lavoro fatto da Di Mattia, e lo vende come proprio solo dopo 13 mesi, e perché si parla di 3 milioni? Perché sono passati 13 mesi dall´annuncio dell´effettivo invio di richiesta formale e perché Di Mattia è stato denigrato sia dal Pd che dal centrodestra sullo stesso tema?».

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