Operai sfruttati, lascia Taddei

1 Aprile 2017

Inchiesta all’Aquila, al manager indagato subentra l’imprenditore Di Paola

L’AQUILA. Danilo Taddei, presidente e amministratore delegato della Taddei Spa, società di punta del Gruppo Edimo dell’Aquila, specializzata nelle grandi realizzazioni edilizie, si è dimesso dal suo incarico in seguito al divieto temporaneo di esercitare attività professionali o imprenditoriali per 6 mesi.

Si tratta di un provvedimento, ricevuto a titolo personale, nell’ambito dell’indagine, cui la società è del tutto estranea, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia aquilana e svolta dai carabinieri del capoluogo su fenomeni di caporalato nella ricostruzione post-terremoto 2009.

Il nuovo amministratore delegato della Taddei Spa è l’imprenditore romano Marco Di

Paola, 49 anni, avvocato, amministratore unico della Compagnia progetti e costruzioni e già socio con la Taddei Spa in altri appalti e, tra l’altro, dal 2003 al 2006 presidente dei

giovani dell’Associazione costruttori nazionale (Ance).

«L’azienda non è coinvolta in nessun modo nell’indagine e continua a lavorare in diverse commesse che gestisce: in Abruzzo, nell’ambito della ricostruzione post-terremoto 2009, in Italia e all’estero», commenta, «prendo il timone di un’impresa sana e solida. Il mio operato sarà volto a rafforzare l’organizzazione aziendale e le procedure di controllo, con l’obiettivo di mantenere e accrescere l’impresa che è un patrimonio del tessuto produttivo aquilano».

Di Paola fa anche notare che «le eventuali responsabilità sono di tipo personale. Pur ribadendo l’estraneità assoluta della società ai fatti contestati», conclude, siamo fiduciosi nell’operato della magistratura e certi che tutto presto sarà chiarito». Le dimissioni di Taddei hanno lo scopo di evitare disagi all’azienda in attesa di uscire fuori dall’indagine.

Di Paola è persona molto nota a livello nazionale per essere stato da poco eletto presidente della Federazione italiana sport equestri.

Tornando all’indagine, dove sono indagate 18 persone, tra cui 4 ai domiciliari, sono al vaglio i risultati delle perquisizioni che potrebbero portare a anche di altre persone a finire sotto accusa.

La prossima settimana ci saranno gli interrogatori di garanzia, un’opportunità per i quattro che sono ai domiciliari di dire la loro opinione. Si tratta di Salvatore Tessitore, Vincenzo Tessitore, Raffaela Testa, Luigi Lama, tutti originari della provincia di Caserta. L’accusa parla di operai nella ricostruzione taglieggiati e obbligati ad accettare compensi bassi pena il licenziamento.

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