Operaio morto, c’è un indagato I sindacati: ora basta incidenti

Sotto accusa il titolare della ditta edile, eseguita l’autopsia su Ezio Montanaro. Attesa per i funerali Cgil, Cisl e Uil protestano: «La formazione non basta, bisogna aumentare i controlli sul lavoro»
PESCARA. C’è un indagato per la morte in cantiere dell’operaio edile Ezio Montanaro, avvenuta sabato mattina. Montanaro, 55 anni di San Silvestro, era da poco arrivato nel cantiere di una palazzina in ristrutturazione con i fondi Superbonus 110% in via Monte Sirente: a quell’ora su Pescara erano forti le raffiche di vento e l’operaio è precipitato da un’impalcatura sul tetto dell’edificio. Perché sia accaduto l’ennesimo incidente sul lavoro e se siano state rispettate le norme sulla sicurezza sono le domande al centro dell’inchiesta coordinata dalla pm Gabriella De Lucia.
Nella tarda serata di ieri, il medico legale Ildo Polidoro ha eseguito l’autopsia per chiarire le cause del decesso. E come atto dovuto la Procura ha iscritto sul registro degli indagato, ipotizzando il reato di omicidio colposo, il legale rappresentante della ditta in cui lavorava Montanaro, l’impresa Di Giovanni e Di Giovanni. Ora, è attesa per la fissazione della data dei funerali.
La tragedia ha riportato al centro del dibattito la catena di infortuni mortali sul lavoro: «Si continua a morire sul lavoro come cinquant’anni fa e le cause sono sempre le stesse nel nostro comparto: l’investimento da mezzi in movimento o la caduta dall’alto», dicono i sindacati Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil di Pescara. «Possibile che non si riesca a invertire questa drammatica tendenza? Forse non basta la formazione erogata a lavoratori e datori di lavoro», si domandano i sindacati che continuano così: «Chiediamo una strategia nazionale sulla salute e sicurezza, con una cabina di regia che coinvolga le parti sociali. Le risorse non mancano, basti pensare», sottolineano Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, «che l’Inail ha a disposizione circa due miliardi di euro all’anno che vengono destinati al bilancio dello Stato invece che a Salute e Sicurezza. Va rafforzato l’organico di ispettori e medici del lavoro, migliorando il coordinamento tra i soggetti chiamati a fare i controlli. Serve un grande investimento culturale sulla formazione, introducendo la materia nei programmi della scuola media. Infine», concludono i sindacati, «vanno sostenute nuove forme di partecipazione e coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, sia aziendali che territoriali. È necessario un maggiore coinvolgimento delle parti sociali nella articolazione più opportuna dell’orario di lavoro settimanale».
Sulla tragedia, nei giorni scorsi, è intervenuta anche l’Ance che ha puntato il dito verso la corsa contro il tempo che stanno affrontando le imprese per finire gli interventi entro il 31 dicembre e non perdere i fondi Superbonus 110%. (p.l.)

