Operaio muore schiacciato dalla pedana

31 Dicembre 2023

Incidente in una ditta edile di Collecorvino: il mezzo si ribalta durante il carico, nessuno scampo per un 58enne di Penne

PESCARA. Questa sera, l’ultima dell’anno che unisce la fine e il principio, probabilmente l’avrebbe passata con il nipotino di pochi mesi in braccio. Una serata in famiglia per chiudere il 2023 e cominciare il 2024 sotto il segno della speranza che negli occhi di un bambino. Invece, quella di Fabio Di Fabrizio diventa l’ultima morte sul lavoro di un anno nero, segnato dalle tragedie. Aveva 58 anni, Di Fabrizio ed era di Penne: faceva l’operaio in una ditta edile di Collecorvino. Stava lavorando nella sede dell’azienda in via dell’Artigianato ed era impegnato nelle operazioni di carico di un mezzo pesante quando la pedana del veicolo, per cause ancora in corso di accertamento, lo ha schiacciato. È accaduto tutto nel giro di pochi secondi, nel pomeriggio di venerdì. L’operaio è morto poche ore dopo nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Pescara. Lascia la moglie Rossana, due figli, Stefano e Barbara, e il nipotino. E poi lascia anche rabbia e impotenza di fronte a un’altra morte sul lavoro che allunga l’elenco delle vittime in Abruzzo e spezza il clima dei giorni di festa.
«Di Fabrizio era un grande lavoratore e non si era mai arreso di fronte alle difficoltà del mondo del lavoro», dice il sindaco di Penne Gilberto Petrucci. Il perché di queste parole si spiega con la storia personale di Di Fabrizio: una vita passata alla Brioni, l’azienda della moda simbolo di Penne, a lavorare con le mani fino a quando, con la ristrutturazione dell’impresa, si era ritrovato senza più un impiego. Ma per un uomo che amava fare più che parlare era stato un semplicemente un nuovo inizio: si era davvero rimboccato le maniche e aveva lavorato con le imprese agricole dell’area vestina. Una giornata dopo l’altra alla ricerca di qualcosa di meglio. E un impiego migliore e stabile era arrivato due anni fa con la chiamata nella ditta di Collercorvino che si occupa di allestimento di cantieri edili.
Per uno come lui, lavorare il 29 dicembre non era affatto un problema: su Di Fabrizio ci si poteva contare. L’incidente si è verificato nel piazzale dell’azienda: sono i carabinieri di Montesilvano a indagare sull’episodio. La prima domanda dell’indagine è se tutte le regole sulla sicurezza siano state rispettate. Sul posto anche il personale della Asl di Pescara per capire cosa è accaduto.
Immediatamente dopo essersi ritrovato sotto la pedana, l’operaio è stato soccorso dai colleghi: sono stati loro i primi a intervenire, a dare l’allarme e a richiedere l’intervento del 118. Di Fabrizio, trasportato in ospedale, è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione. Nel corso della notte, però, il decesso a causa delle gravissime lesioni.
Di Fabrizio abitava in contrada Cirolo e la notizia della morte ha fatto rapidamente il giro delle case. «Morire sul lavoro è inaccettabile», dice il sindaco di Penne, «una tragedia all’apparenza inspiegabile, che addolora tutta la comunità. Sono vicino alla famiglia», continua Petrucci, «ma in queste situazioni non bastano più le parole di circostanza: nel 2023, continuare a morire sul lavoro non è più possibile. Una tragedia simile deve farci riflettere: se episodi del genere accadono sempre più frequentemente è segno che c’è davvero qualcosa che non va e va cambiato».