OPERAZIONE QUERCIA ULTIMO GIORNO A CAMPO IMPERATORE

di Luigi Di Fonzo L’AQUILA «Quello che ho voluto sottolineare in questo spettacolo non è soltanto la figura di un uomo distrutto, che preferirebbe la morte alla prigionia, quanto quello che accade...
di Luigi Di Fonzo
L’AQUILA
«Quello che ho voluto sottolineare in questo spettacolo non è soltanto la figura di un uomo distrutto, che preferirebbe la morte alla prigionia, quanto quello che accade quando chi governa pensa soltanto al bene proprio piuttosto che a quello comune. Credo sia importante, a 71 anni di distanza, ricordare agli italiani cosa accade quando lo Stato fugge o viene a mancare».
Pier Francesco Pingitore è visibilmente soddisfatto. Autore e regista della piéce teatrale “Operazione Quercia. Mussolini a Campo Imperatore”, da domenica 24 agosto è tornato alla location ideale per la sua opera dedicata alla liberazione di Benito Mussolini da parte dei tedeschi: la sala ristorante dell’Hotel Rifugio Campo Imperatore, sul Gran Sasso, a 2.186 metri di altitudine. Ultima replica questo pomeriggio, alle ore 17 (costo biglietto 16 euro, 20 euro con cena buffet). Otto giorni di sold out, nonostante il Comune dell’Aquila non abbia inserito lo spettacolo nel cartellone della Perdonanza 2014, e questo dopo le venti repliche dell’estate 2013 che avevano portato all’hotel gestito da Paolo Pecilli ben tremila spettatori.
«Eroici», li definisce il regista «venire a queste altitudini a vedere uno spettacolo è un atto di fede. Come eroico è il gestore del rifugio Pecilli, che ha sposato l’idea di portare lo spettacolo proprio nelle stanze in cui fu prigioniero Mussolini». Operazione Quercia è il seguito naturale della piéce “Quel 25 luglio a Villa Torlonia”, che Pingitore ha firmato nel 2010 raccontando un altro pezzo di storia recente italiana, la sfiducia del gran consiglio del fascismo al Duce e le ultime ore di Mussolini nella sua casa di Roma prima dell’arresto. Il pathos e l’emozione che trasmettono “Operazione Quercia” non hanno nulla a che fare con il fascismo e il revisionismo storico. La condanna all’operato del “signor Mussolini” (che l’ufficiale dei carabinieri e l’ispettore di polizia chiamano però “Eccellenza”) viene ben formulato dalla Morte (Barbara Lo Gaglio), quando a un Mussolini pronto al suicidio pur di non finire nelle mani degli angloamericani ricorda le centinaia di migliaia di giovani morti, le donne rimaste vedove, gli ebrei mandati all’eccidio. Per non parlare dei protagonisti che prima lo acclamavano e adesso contano gli errori: bravissimo l’abruzzese Federico Perrotta nei panni del pastore Giovanni, ma anche Valentina Olla che interpreta la cameriera, Marco Simeoli il carabiniere e Maurizio Mandolini nei panni dell’ispettore. Imponente l’interpretazione di Luca Biagini, che non solo somiglia sempre di più fisicamente a Mussolini, ma con la sua recitazione rende credibile le angosce e i fantasmi che, nella lettura di Pingitore, potrebbero aver angustiato il duce negli ultimi giorni di prigionia. Bravissimi i ballerini aquilani Raffaella Saturni e Leonardo Bizzarri, che intermezzano i quattro quadri della piéce danzando su musiche di Bizet, Chopin, Verdi, mentre lo stesso Bizzarri compare in scena nel finale come il capitano delle SS Skorzeny. Morgana Giovannetti è la hostess che introduce il pubblico ai quattro quadri divisi con le date del 1º settembre (arrivo al rifugio e sistemazione nella camera 220), 4 settembre, 8 settebre (armistizio) e 11/12 settembre (tentato suicidio/liberazione di Mussolini). Applauditissimo Pier Francesco Pingitore, che a sua volta applaude i circa 150 spettatori sistemati nella sala ristorante, a pochi metri dagli attori. «Il pubblico sente che in quella stanza, su quelle sedie, Mussolini ha davvero colloquiato con i suoi carcerieri, ascoltato la radio, giocato a carte, atteso la sua fine, rinviata solo di pochi mesi». Prima di uscire di scena insieme alle SS, recita Biagini: «Il Duce è finito, ma il signor Mussolini deve andare fino in fondo». Stasera ultima replica da non perdere insieme al gustosissimo e ricco buffet. Di Operazione Quercia è pronta una registrazione per la tv, ma ancora non si sa quando verrà trasmessa. Intanto Pingitore si prepara a portare al teatro Manzoni di Milano “La botta in testa” con Giancarlo Magalli e il 14 novembre l’opera “Il barbiere di Siviglia” al teatro Marrucino di Chieti.
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