Opere contraffatte, condannato Cesare Manzo

29 Maggio 2019

Due anni e due mesi di carcere al gallerista abruzzese per aver falsificato i frattali dell'artista torinese Michelangelo Pistoletto

PESCARA. «L'arte è l'espressione alta e profonda della società. Il falso è speculazione economica. Forse, a chi ha contraffatto le mie opere era successo qualcosa di grave: solo così si spiega una cosa così tremenda». Lo ha detto oggi a Torino l'artista biellese Michelangelo Pistoletto, pittore e scultore, commentando l'operazione dei carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale (Tpc) che ha portato al sequestro di 115 sue opere contraffatte. Si tratta, in particolare, di frattali, lavori caratterizzati da grafici e numeri impressi su vetro. Per aver falsificato e venduto le opere, il gallerista abruzzese Cesare Manzo è stato condannato dal Tribunale di Pescara a due anni e due mesi di carcere. L'inchiesta era partita nel 2014, dopo la denuncia dello stesso Pistoletto. «Mi avevano segnalato che, sul mercato, c'erano opere che non avevo mai firmato» spiega l'artista. «Chi ha falsificato, ha approfittato della mia fiducia. Non mi era mai capitato». «Quel gallerista, con cui ho fatto anche cose interessanti», chiosa Pistoletto, «forse aveva dei debiti».