Ora licenziare diventa più difficile

Ed è obbligatorio il piano per limitare le ricadute su economia e famiglie
L'AQUILA. Cambiano le regole per i licenziamenti, che diventano più difficili. Ma solo per le grandi aziende. Con la Legge di Bilancio 2022 è stata infatti introdotta una procedura obbligatoria per le imprese, senza la quale l’interruzione del rapporto di lavoro è nullo. Nessun blocco generale dei licenziamenti, quindi, ma un sistema con vincoli precisi da seguire solo in alcuni casi, per limitare gli effetti negativi dei licenziamenti collettivi.
CHI RIGUARDA
Sono obbligate ad avviare la nuova procedura soltanto le aziende che, nell’anno precedente, abbiano impiegato medialmente almeno 250 dipendenti con contratto di lavoro a tempo subordinato, compresi gli apprendisti e i dirigenti. La disciplina si riferisce a licenziamenti collettivi per motivi economici, quindi ai soli casi in cui le cessazioni dei rapporti di lavoro seguono la chiusura di una sede, di uno stabilimento, una filiale, un ufficio o un reparto autonomo. Il numero dei lavoratori coinvolti dal licenziamento, trattandosi di una procedura collettiva, non deve essere inferiore alle 50 unità. Non sono tenuti a rispettare questi vincoli i datori di lavoro che si trovano in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario, che potrebbero condurli a una crisi o all’insolvenza e che possono accedere alla procedura di composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa.
LA COMUNICAZIONE SCRITTA
Il datore di lavoro che rispecchia i parametri e che intende procedere ai licenziamenti è tenuto a dare comunicazione per iscritto dell’intenzione di procedere alla chiusura, almeno 90 giorni prima dall’inizio della procedura di mobilità, alle Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA) e alle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU), ai sindacati, alla regione, al ministero del Lavoro e a quello dello Sviluppo economico e l’Anpal. I licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e i licenziamenti collettivi, intimati in mancanza di tale comunicazione o prima dello scadere del termine di 90 giorni, sono nulli.
EFFETTI DEL LICENZIAMENTO
Entro 60 giorni dalla comunicazione, il datore di lavoro interessato è tenuto ad elaborare un piano per limitare le ricadute occupazionali ed economiche conseguenti alla chiusura. Il piano non può avere una durata superiore a 12 mesi e deve indicare le azioni programmate per la salvaguardia dei livelli occupazionali, gli interventi finalizzati alla rioccupazione come formazione e riqualificazione professionale, le prospettive di cessione dell’azienda o di rami d’azienda e i tempi e le modalità di attuazione delle azioni previste. I lavoratori coinvolti hanno la possibilità di beneficiare di un sostegno economico e di misure di supporto per il reinserimento lavorativo, in particolare l’indennità prevista per gli accordi di transizione occupazionale, e accedono al programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori. In caso di mancata sottoscrizione dell’accordo sindacale o qualora il datore di lavoro sia inadempiente rispetto agli impegni assunti, l’azienda è tenuta a pagare il ticket licenziamenti aumentato del 50%. (m.p.)

